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Apertura - Attualità - Evidenza - QD - Regione - 10 Febbraio 2015

Crisi a Isernia: Brasiello si arrende ai Renziani, allargherà la giunta, ma non subito

Una timida fumata bianca si sta sollevando da Palazzo San Francesco. È una metafora, ma rappresenta bene quello che sta accadendo a Isernia sullo scenario della prima, dura crisi che sta attraversando l’amministrazione Brasiello. Il fatto nuovo, in realtà, non è la serie di appuntamenti che il sindaco sta avendo con i partiti. Si tratta di ricevere il benestare su una soluzione già trovata a livelli più alti, probabilmente con Leva, Ruta, Frattura e Fanelli.
In sostanza, Brasiello avrebbe acconsentito all’ampliamento della giunta, con due nuovi assessori, presumibilmente entrambi in rappresentanza dei cosiddetti Renziani, vincitori del congresso Pd, oppure, con un Renziano e un rappresentante di Sel o un rappresentante dell’Udc di Mimmo Izzi.
Uno dei due, o tutti e due, dovranno essere necessariamente di sesso femminile, per la parità di genere.
Per ovvi motivi, di ampliamento della giunta non se ne parlerà pubblicamente, ma l’accordo è praticamente fatto. Brasiello, nel dichiarare chiusa la crisi e nel ridistribuire le deleghe, darà la comunicazione che un paio di settori li manterrà per sé. Dopo poco tempo, uno o due mesi, saranno nominati altri due assessori a cui affiderà i settori in questione.
Insomma, in conclusione, Brasiello, ha dovuto accettare la dura legge dell’incremento delle poltrone. Il traguardo di ogni politico. L’esecutivo salirà da cinque a sette assessori, ma, è bene sottolinearlo, a parità di costi, ovvero la giunta costerà sempre gli stessi soldi.
Saranno Brasiello e gli attuali cinque assessori che dovranno rinunciare a una percentuale della loro indennità.
Prossime tappe la riunione dei capigruppo, domani e dopodomani, per la convocazione del consiglio.
Nel frattempo, in città, sta montando un’altra durissima polemica sulla piscina comunale, che da ieri è chiusa e che riaprirà giovedì con la gestione affidata in via provvisoria, per quattro mesi, alla stessa impresa che l’ha gestita fino ad oggi e che si è aggiudicata la gara pubblica di affidamento del servizio che è però tornato nelle mani del comune.
Ci sono le mamme dei bambini che frequentano la piscina che se la prendono con il comune per aver dovuto pagare due settimane di abbonamento nel passaggio tra le vecchia e la nuova gestione, senza poter usufruire del servizio.(edg)

1 commento

  1. E’ l’ennesima strumentalizzazione a cui purtroppo siamo costretti ad assistere. Mi domando ma il sindaco sa leggere o cosa? Nel documento diffuso pubblicamente dai cosiddetti “dissidenti” c’è scritto tutto ma tranne quello che lui propone. Sente i partiti e non c’entrano nulla, vuole allargare la giunta e nessuno glielo richiede. Ma insomma non sarebbe meglio se riprovasse a rileggere il documento, anche con l’ausilio di qualche assessore “fidato”, e seguire alla lettera ciò che vi è scritto. Se solo lo avesse fatto ci avrebbe evitato 20 giorni di fantasiose ricostruzioni politiche.

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