Con una comunicazione trasmessa nella serata di ieri, la Procura di Milano ha ufficialmente dato avvio alle trattative con IKF, Europa Investimenti e Donato Ammaturo, formalizzando la propria disponibilità a pervenire alla cessione della OTI a nuovi investitori che siano in grado di assicurare il successo del piano concordatario approvato dal Tribunale di Isernia.
Ma le buone notizie finiscono qui: se, da una parte c’è la volontà della Procura e dello stesso Rosati di trovare responsabilmente e rapidamente una soluzione attraverso il passaggio di consegne ad una nuova proprietà che garantisca la continuità aziendale e occupazionale della ex-Ittierre, dall’altra c’è da prendere atto della convinta resistenza di Antonio Bianchi.
Quest’ultimo, come già manifestato dal suo avvocato Franco Del Basso, non avrebbe alcuna intenzione di vendere la propria quota di Oti e, anzi, si sarebbe reso indisponibile a qualunque mediazione o trattativa, ritenendo di essere in grado, con le proprie risorse, di poter assicurare un futuro florido al polo tessile di Pettoranello.
Il disaccordo tra Bianchi e la Procura avrebbe già avuto i propri effetti anche sul Consiglio di Amministrazione di Ittierre, all’interno del quale la spaccatura tra Lucio di Gaetano – tessitore delle trattative in corso assieme all’ex manager Romolo D’Orazio e all’Assessore Massimiliano Scarabeo – e lo stesso Bianchi sarebbe già insanabile e potrebbe preludere alle prossime dimissioni del banchiere, specie nel caso in cui lo stallo dovesse proseguire ulteriormente.
Intanto i negoziati vanno avanti e già si parla dell’interesse di alcune importanti maisons – contattate proprio da D’Orazio – al rientro su Pettoranello non appena la situazione sia chiarita e l’assetto azionario pervenga in mani sicure.

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