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martedì, Luglio 16, 2024

Ricostruzione post sisma nel caos, fondi tagliati nessuna programmazione. Cittadini fuori casa e imprese senza soldi: ecco il fallimento della gestione Ciocca

AperturaRicostruzione post sisma nel caos, fondi tagliati nessuna programmazione. Cittadini fuori casa e imprese senza soldi: ecco il fallimento della gestione Ciocca

MICHELE MIGNOGNA

Nella ricostruzione post sisma regna il caos più totale, e questa non è una novità. Che le colpe vadano condivise tra chi negli ultimi anni ha gestito questo settore è fuor di dubbio, mamettere in croce cittadini e imprese è una follia degna di questa classe dirigente regionale, spesso inadeguata e poco all’altezza di ciò che andrebbe fatto sul territorio, e soprattutto nella ricostruzione post sisma.

Siamo certi che ai fatti che raccontiamo avremo come risposta da Salvatore Ciocca, consigliere delegato alla ricostruzione, solo spiritosaggini e ironie di cattivo gusto e senza nessun senso pratico di confronto. Confronto che lui sostiene di avere con cittadini e imprese mentre gli stessi dicono che non lo vedono da tantissimo tempo, se non in televisione o su facebook, alla fine però restano i fatti che sono questi.Con delibera di giunta regionale numero 498 del primo ottobre del 2014, di fatto, si deciso di ammazzare la ricostruzione in Molise, o meglio, specifichiamo a scanso di equivoci, la ricostruzione nella zona del cratere sismico, i quattordici comuni dell’area del frentano che hanno subito i danni maggiori. Ebbene, a parte i tantissimi cittadini che vivono ancora nelle baracche di legno e che diventano “interessanti” solo in periodo di campagna elettorale e a piangere lacrime di coccodrillo non appena qualche organo di informazione locale ne riporta i disagi e le storie, nel resto dei comuni la situazione non è migliore, anzi. In questa delibera dal titolo degno di un esercizio acrobatico in un circo di terz’ordine “pianificazione regionale attuativa (pra) Molise – codice identificativo 2007mo002fa008. Risorse del fondo per lo sviluppo e la coesione (fsc) assegnate dalla delibera CIPE 3 agosto 2011, n. 62. ridefinizione programma degli interventi a carico della quota “sisma 2002 percorso di ricostruzione” c’è tutta l’azione per affossare definitivamente la ricostruzione. Cosa si dice in questa delibera, nonostante le ventisette pagine il succo è molto concentrato vale a dire, “cari cittadini non ci sono soldi per cui da oggi la ricostruzione ve la pagate voi se volete altrimenti nisba, non c’è trippa per gatti”, e i provvedimenti riportati sono chiarissimi, taglio dei finanziamenti, ovvero hanno detto ai Comuni e di conseguenza ai tecnici progettisti che i fondi saranno erogati in base alle perizie di stima fatte nei periodi immediatamente successivi al sisma e non in base ai progetti esecutivi. In parole povere significa questo, subito dopo il sisma i tecnici hanno girato case e palazzi terremotati, facendo una prima stima dei danni con un costo “orientativo”, successivamente, nello stilare il progetto esecutivo, e quindi facendo sopralluoghi più approfonditi ci si rendeva conto che le abitazioni avevano bisogno di interventi strutturali tali da far lievitare i costi. Bene oggi si è tornati nella situazione iniziale, per cui sono stati tagliati i fondi a tutti, dicendo ai cittadini che la differenza devono metterla loro. Per essere chiari facciamo un esempio molto semplice, mettiamo che una casa ha avuto una perizia di stima di cento mila euro, alla redazione del progetto esecutivo i tecnici hanno visto che i lavori da fare erano altri e ben più costosi arrivando, sempre per esempio, a cento cinquantamila euro, la Giunta regionale ha detto che lei paga fino a cento mila euro il resto lo mette il proprietario. Bisogna tenere presente anche che i danni in classe A, quindi strutturali, lo Stato li finanzia per intero. Capite bene che la situazione non è facile, stando alla crisi e alla mancanza di risorse nelle famiglie la somma diventa davvero importante da sostenere. Il tutto giustificato, si legge nella delibera “la ricognizione e l’analisi dei dati inerenti le progettazioni esecutive consegnate relative ai progetti non cantierabili, hanno portato alla luce errori notevoli e/o scostamenti consistenti tra gli importi indicati nelle progettazioni preliminari (perizie di stima) e quei derivanti dalle progettazioni esecutive pertanto gli importi e quindi i finanziamenti, vanno rimodulati” insomma non hanno capito bene la differenza tra perizie di stima e progetti esecutivi che abbiamo spiegato in questo articolo. Non solo, in questo modo succede che i proprietari di case da ristrutturare oggi sono costretti a pagare l’affitto di un’altra abitazione essendo la loro inagibile, e soprattutto vedono allontanarsi la speranza di vedere ricostruita la propria casa se non mettono mano al portafogli, nonostante gli annunci roboanti di Ciocca che distribuisce mancette, due milioni di euro in tutto finora, alle imprese che da un anno aspettano che gli vengano pagati gli stati di avanzamento dei lavori del 2013 addirittura, una situazione insostenibile, e molte imprese del cratere oggi sono completamente ferme, niente fondi, niente lavori, operai a casa e case da ricostruire. Determinando in questo modo anche una disparità di trattamento tra i cittadini terremotati, perché quelli che hanno ricostruito prima di questa delibera si sono visti finanziare il progetto per quello che era, oggi invece se ti danno il 70% di quello che ti spetta, sei fortunato, come si dice è grasso che cola, e non scomodiamo la Costituzione in questo caso.Ecco la ricostruzione nell’epoca di Ciocca, ecco il fallimento totale della ricostruzione.


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