Vertenza Ittierre, Zambianchi della Cgil fa suonare l’allarme su una situazione che si va sempre di più deteriorando.
Al momento è’ partita la procedura di mobilità che vedrà licenziati tutti i 247 dipendenti rimasti in carico ad Ittierre.
Il 12 gennaio è stato firmato un mancato accordo sulla mobilità ed entro l’11 febbraio si chiuderà la fase amministrativa di confronto presso il Ministero dal quale si aspetta una convocazione.
Intanto l’8 febbraio c’è l’udienza al Tribunale di Isernia per il ricorso presentato da OTI sulle ulteriori garanzie economiche richieste dal concordato che OTI sembra non voler o non poter onorare.
Intanto, alcuni imprenditori del settore Tessile si sono affacciati in Molise ed è auspicabile che si realizzi qualcosa di concreto per poter dare speranze di rioccupazione a chi ha perso il lavoro o lo perderà tra poco.
Nel frattempo OTI è completamente ferma e le speranze che possa ripartire dalle ceneri di Ittierre si affievoliscono sempre di più spegnendo l’unica iniziativa imprenditoriale che era partita ed ora si è fermata.
A questo punto, dice Zambianchi, incombe un tavolo ministeriale che stabilirà, con o senza in consenso dei sindacati, il definitivo licenziamento di tutti i dipendenti rimasti in carico ad Ittierre in concordato preventivo, ciò toglierebbe una speranza sia per chi se n’è andato in mobilità a novembre 2014 e sia per chi invece se n’è dovuto andare per forza qualche anno fa dalla vecchia Ittierre ed ora è alla fine degli ammortizzatori sociali.
Sarebbe il caso che le parti sociali, le istituzioni, gli imprenditori, i commissari, i rappresentanti di OTI, chiede Zambianchi, si sedessero ad un tavolo regionale per discutere del futuro di centinaia di famiglie e per assumere una linea comune, nell’interesse di tutti, da portare al tavolo ministeriale. Si sta infatti rischiando che sparisca l’elemento più importante citato nel progetto per il riconoscimento dell’area di crisi, l’Ittierre!
Mi auguro, chiude Zambianchi, che le istituzioni regionali, nel rispetto anche di quanto stabilito con le parti sociali, riattivino al più presto il tavolo tematico sul settore tessile, prima che si arrivi a discutere al Ministero di una mobilità dall’esito infausto.

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