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Attualità - 24 Gennaio 2015

Il silenzio di Brasiello

Crisi al comune di Isernia, le interpretazioni su quanto accaduto sono le più diverse, ma, sostanzialmente, si riducono a due ipotesi principali.
La prima è quella della guerra nel Pd, scatenata da una Micaela Fanelli che ha paura di restare fuori gioco dopo l’intesa sempre più stretta tra Roberto Ruta e Paolo Frattura. Secondo questa tesi, abbattere Brasiello, vicinissimo a Frattura, Leva e conseguenzialmente Ruta, potrebbe essere la prima mossa in una ridistribuzione di cariche, incarichi e candidature che rimetterebbe la stessa Fanelli al centro della scena.
La seconda ipotesi, meno fantasiosa, vede una città in sofferenza, umiliata e vilipesa da tutta una serie di scelte della politica regionale. Con l’attuale amministrazione Brasiello che ha dato l’impressione di essere debole, se non impotente. I dieci dissidenti, quindi, non avrebbero fatto altro che interpretare la coscienza comune che chiede al sindaco uno scatto di reni, un sussulto di orgoglio cittadino per una Isernia che ogni giorno di più precipita verso l’abisso con i suoi giovani che vanno via tutti, proprio come sessanta anni fa, nel dopoguerra.
Insomma congiurati o persone responsabili?
Ognuno darà la sua interpretazione, eccetto Brasiello, che non si sbilancia ed arriva a dire, diplomaticamente, che ancora deve riflettere per capire quello che è successo. (edg)

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