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Apertura - Attualità - QD - 22 Gennaio 2015

Crisi a Isernia, la maggioranza si spacca e Brasiello azzera la giunta

di ENZO DI GAETANO Clamoroso al comune di Isernia. Si apre la prima crisi dell’era Brasiello. Il sindaco in apertura di seduta ha azzerato la giunta, subito dopo dieci consiglieri di maggioranza hanno presentato un documento di sfiducia al sindaco ed hanno abbandonato l’aula. Immediatamente la minoranza di centrodestra ha convocato una conferenza stampa, chiedendo le dimissioni di Brasiello.
Senza dubbio, quello che ha scatenato la prima crisi per Brasiello è stato l’atteggiamento altalenante sulla vicenda università e il mancato allargamento della giunta, promesso sin dalle elezioni, ma mai portato avanti. Da sottolineare che Brasiello è un sindaco di stretta ispirazione Renziana-Fratturiana e qualcuno, dietro lo schieramento delle truppe, vede un possibile riposizionamento Cuperliano. Non dimentichiamo che la provincia di Isernia, fino all’avvento di Renzi, era di strettissima osservanza Bersaniana. Ma nel pentolone della crisi c’è anche la vicenda personale, con un documento contro l’amministrazione Brasiello a firma di quasi tutti i dipendenti di Palazzo San Francesco.
Insomma, la crisi era nell’aria ed è puntualmente scoppiata. Ma vediamo le cose più significative che scrivono i dieci consiglieri di maggioranza che hanno praticamente sfiduciato Brasiello: “ Le criticità strutturali riguardanti il tema del personale sono evidenti e note da tempo. I dipendenti rivendicano una maggiore trasparenza ed equità nelle scelte, segnalano una situazione di crescente conflittualità, incertezza organizzativa e decisionale. Tutto ciò andrebbe a scapito dei principi di efficienza, efficacia ed economicità che dovrebbero caratterizzare una pubblica amministrazione costituzionalmente orientata. Anche la gestione del delicato tema dell’università non ha brillato per visione prospettica, le scelte di questo esecutivo riguardanti spostamenti reali o presunti sia di Unimol che de La Sapienza non sono state condivise né con il Consiglio Comunale né tanto meno con la cittadinanza.
Prendiamo, pertanto, le distanze da ogni decisione calata dall’alto e che non sia rispettosa del ruolo istituzionale e delle procedure democratiche richieste. Ci sembra oggi doveroso segnalare il pericolo incombente, su questa gestione politico-amministrativa, che può derivare dal sovvertimento del normale rapporto tra il Consiglio e la Giunta. L’organo esecutivo troppo spesso ha tentato di orientare il Consiglio mettendolo davanti a decisioni già prese, esautorando di fatto il suo ruolo di organo supremo di indirizzo e di controllo. Un Consiglio Comunale è tale soltanto se viene messo in condizione di esercitare pienamente questo ruolo centrale nella dialettica democratica cittadina.
Assenza di programmazione strategica, di discontinuità con le scelte e i metodi passati, di trasparenza e di coinvolgimento nelle procedure, stanno rallentando pericolosamente questa macchina amministrativa. Tutto ciò rischia di determinarne un immobilismo che va scongiurato al più presto per evitare che possa degenerare in una vera e propria paralisi amministrativa. Questo documento vuole rappresentare un tentativo di rilancio dell’azione amministrativa che può avvenire soltanto attraverso una profonda rivisitazione di un ‘modus operandi’ che sta mettendo seriamente in discussione il legame fiduciario con i consiglieri comunali e con la cittadinanza stessa. Da questo momento ci porremo in una posizione di critica costruttiva, valutando di volta in volta le scelte da fare e le risposte che verranno fornite davanti alle domande di cambiamento e di partecipazione che emergono con forza da questa Consiglio e da questa città.
Siamo consapevoli del fatto che la nostra presa di posizione oggi non potrà essere da sola risolutiva, ma siamo altrettanto convinti che debba rappresentare un segnale forte per questo esecutivo e un’apertura importante di dialogo con i nostri concittadini. Un impegno preso non resta mai fine a se stesso, ma è giusto e doveroso che comporti delle precise responsabilità politiche di tutti noi, nei confronti della città di Isernia”.
Il doucmento è a firma di: Avicolli Davide, Bontempo Ovidio, Dall’Olio Linda, Di Baggio Domenico, Di Placido Ilario, Galasso Andrea, Mezzanotte Pallotta Michele, Monaco Benedetta, Pietrangelo Cesare, Scarabeo Francesca.

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