Nell’attesa che la città si illumini in occasione delle festività natalizie, per il momento ad accendersi  è solo la polemica sorta all’interno del Comune di Campobasso. Da una parte l’assessore al Commercio, Salvatore Colagiovanni, dall’altra il consigliere di Democrazia popolare, Francesco Pilone. Una battaglia a colpi di comunicati, minacce di querele e conferenze stampa che sembra non volersi placare. A scatenare la bagarre l’iniziativa, annunciata lo scorso fine settimana dal componente dell’esecutivo, “Natale sotto le Stelle”. Una serie di appuntamenti promossi dall’Assessorato alle Attività produttive in collaborazione con il direttore artistico Max Manocchio (lo stesso che ha curato gli eventi “Vivi la tua città”), in programma per il periodo natalizio: mercatini, piste di pattinaggio, alberi di Natale, e, pezzo forte, le luminarie. Un tappeto di luci a led lungo 200 metri che illuminerà Corso Vittorio Emanuele, parte del Centro storico e la facciata del Palazzo di città. “Un programma di tutto rispetto – ha evidenziato Pilone nel corso della conferenza stampa – peccato che circa 12 giorni fa, quando in Commissione Cultura abbiamo presentato la nostra proposta metodologica e programmatica per le festività natalizie, nessuno fosse a conoscenza delle intenzioni dell’assessore Colagiovanni”. Secondo l’esponente della minoranza la proposta avanzata dal gruppo di Democrazia popolare era stata recepita positivamente anche dal consigliere incaricato allo Sviluppo del sistema turistico locale, Michele Durante, che aveva mostrato una certa apertura. “Abbiamo appreso l’idea di Colagiovanni dalla stampa, quando l’allestimento delle luci in città era già iniziato – ha denunciato Pilone – Non c’è traccia di una determina dirigenziale sul tema, nè di una delibera di Giunta, o quantomeno un bando di gara per l’acquisto e o la sistemazione delle luminarie. Come non c’è nessun atto ufficiale che attesti la nomina di un direttore artistico”. Oltre il metodo adottato dall’assessore, Pilone critica anche la poca chiarezza sui costi dell’operazione: “Al momento – ha proseguito –  siamo in possesso di una sola delibera, nella quale si parla di uno storno di un fondo di riserva di 31oo euro per l’allaccio della corrente e di un <<impegno di 40 mila euro più Iva per l’installazione delle luminarie>>”. In realtà sulla questione dei costi era intervenuto, qualche giorno fa, anche il consigliere dell’Udc, Michele Ambrosio ( da un pò di tempo in rotta con le decisioni assunte dalla sua stessa maggioranza), parlando di una cifra superiore ai 100mila euro. “E’ una somma considerevole – ha precisato Marialaura Cancellario – che a mio avviso andrebbe destinata ad altri settori, come per esempio, alle borse lavoro o ad iniziative per il sociale”. A margine della conferenza l’ultima stoccata di Pilone all’assessore Colagiovanni:” E’ vero che sono stato eletto sempre tra le fila della minoranza, ma solo perchè, a differenza di altri, non amo il salto della quaglia”.

M.D.U.

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