di PASQUALE DI BELLO

A margine di un dibattito sul mancato pagamento della Cassa integrazione in deroga, l’assessore al Lavoro e vicepresidente della Giunta regionale, Michele Petraroia, lancia una sfida pesantissima al presidente Frattura: “Se c’è bisogno di far ruotare un assessore, si faccia”. Il riferimento è a se stesso e alle voci che lo danno caduto in disgrazia presso il presidente della Regione.

E’ crisi nel governo di centrosinistra alla guida della Regione. Ad aprirla, ufficialmente, è il vicepresidente della Giunta, Michele Petraroia, che in assenza dell’interessato spara un missile terra-aria nei confronti del presidente, Paolo Frattura. Con un broncio massiccio quanto la Muraglia cinese, e a margine di due interrogazioni a lui rivolte dal Movimento 5 Stelle e dall’intero Centrodestra su un medesimo tema, quello del mancato pagamento della Cassa integrazione in deroga a circa trecento persone, l’assessore al Lavoro, al termine del proprio intervento, ha caricato il cannone e sparato a palle incatenate. Parole testuali, riscontrabili nel resoconto stenografico dei lavori d’aula: “Capisco che c’è bisogno di cambiare e che c’è bisogno di un argomento per far ruotare un assessore. Se c’è questa necessità lo si faccia ma si lascino in pace i lavoratori. Capisco che c’è bisogno di novità, primavera e figure brillanti”.  In pratica, tradotto: se volete farmi fuori, fatelo ma non cercate scuse.

Ora, premesso che l’unica cosa che realmente ruota sono i cabbasisi della povera gente, quella che il lavoro non ce l’ha, che l’ha perso o che lo tiene stretto come l’anima tra i denti, come i trecento lavoratori che aspettano il pagamento della cassa integrazione in deroga (tema sul quale Petraroia non ha dato alcuna risposta, ma di cui daremo conto in un altro articolo); premesso questo, va detto che quello che Petraroia chiama ruotare, politicamente e tecnicamente si chiama revoca. Revoca della delega, in questo caso la sua. Fatto che è nell’aria da mesi, vista l’azione largamente fallimentare dell’assessore al Lavoro. Le crisi in corso sono tutte aperte e più passa il tempo, più si aggravano. All’incapacità tecnica, si sommano altri fattori. Penultimo tra questi, l’astensione in Giunta di Petraroia sulla delibera che ha dato il via libera alla revoca delle autorizzazioni già concesse alle società che intendevano realizzare due centrali a biomasse nell’area del Matese. Penultimo fatto, questo. L’ultimo invece, in ordine temporale, è l’incapacità mostrata da Petraroia e della struttura che a lui fa capo, nella gestione della liquidazione della Cassa integrazione in deroga.  Figuraccia che Frattura avrebbe volentieri evitato, insieme all’altra subita nelle ultime ore: quella delle promesse farlocche fatte dall’assessore agli operatori della Formazione professionale. Tanto parevano vere queste ultime, che lo stesso Frattura, nel corso di una delle ultime riunioni del Consiglio regionale, era sceso dal suo scranno per recarsi tra i lavoratori presenti in aula. Tanto felice pareva, che sembrava Wanda Osiris nell’atto di scendere le scale.

Insomma, Petraroia come Calimero non ne azzecca una e Frattura, pare di concerto anche con il segretario regionale del PD, Micaela Fanelli, ha da tempo a mente di revocare le deleghe (perché Petraroia ne ha diverse) all’assessore. A quest’ultimo, però, non vuole dare la sponda per trasformarsi in martire e di suo potenziale successore quando verrà l’ora di rivotare. Ma la misura ormai è colma, e verosimilmente Frattura procederà con un azzeramento e una ricomposizione della Giunta. Procedura, questa, che vedendo la partecipazione dei partiti della coalizione, consentirebbe a Frattura di evitare l’accusa di rappresaglia o, peggio, di cecchinaggio verso Petraroia. A far fuori l’assessore, in questo caso, ci penserebbero il PD o il riequilibrio della rappresentanza in Giunta. Non dimentichiamoci, a d esempio, che Rialzati Molise è la seconda forza del centrosinistra ed è da quasi due anni senza rappresentanza, se si esclude l’umiliante contentino dato a Vincenzo Cotugno, nominato consigliere delegato alla Programmazione.

Dentro a questo scenario, si colloca la “sparata” fatta oggi dall’assessore in aula. Affermazioni, le sue, che verosimilmente faranno traboccare quella misura ormai colma. Infatti, dinanzi al vero e proprio guanto di sfida lanciato da Petraroia, Frattura non potrà restare indifferente. Pena la sua totale delegittimazione e distruzione politica.

Poscritto. Sarebbe stato più elegante, assessore Petraroia, che le sue sdegnate affermazioni le avesse fatte con Frattura presente in aula. Ma tant’è.

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