di NADIA VERDILE

Un’approvazione convinta da parte di tutto il Consiglio comunale di Macchiagodena ha visto per la prima volta in Molise l’adozione del Regolamento dei Beni Comuni. Sabato 29 novembre è stato per il piccolo borgo in provincia di Isernia una giornata storica. Il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani è il segno di un’inversione di tendenza tra quelle che sono le attese della cittadinanza e il ruolo di primaria importanza che la collettività riveste per la crescita e lo sviluppo del paese in cui vive. L’iniziativa, rivoluzionaria nella sua portata, intende fare della partecipazione dei cittadini alla cura dei beni comuni un tratto distintivo dell’amministrazione, includendo meccanismi di coinvolgimento della cittadinanza in tale attività. Questo obiettivo sarà perseguito agendo su due principali ambiti: da un lato un lavoro sul funzionamento dell’amministrazione comunale per rendere organigrammi, procedure e regolamenti orientati alle possibilità dei cittadini di attivarsi per la cura dei beni comuni, dall’altro la sperimentazione operativa di forme di gestione civica di spazi pubblici su tre aree del paese, selezionate attraverso il pieno coinvolgimento delle frazioni. Il primo Regolamento è stato approvato a Bologna il 24 febbraio 2014. «Insieme – spiega il sindaco Felice Ciccone – lavoreremo per rendere il nostro borgo un esempio di buone pratiche e cittadinanza attiva. Ciò che è di tutti è di ognuno e come tale va difeso, protetto e amato. Abbiamo voluto dedicarlo a Tommaso Cestrone, il volontario che per due anni ha protetto e difeso la Reggia di Carditello in provincia di Caserta. Il suo esempio sarà per noi un monito e uno sprone. Ora più che mai il fil rouge che lega la nostra Macchiagodena e il suo castello con Terra di Lavoro e la Reggia di Carditello è saldo e indistruttibile». Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente nazionale di Labsus, Gregorio Arena, che del regolamento è l’ideatore. «È un risultato straordinario – ha sottolineato  Gregorio Arena, presidente nazionale di Labsus – perché la dimensione di Macchiagodena è perfetta per l’applicazione del Regolamento. Un primo concreto esempio per l’intera regione che potrà continuare sulla stessa linea di questo borgo, bello antico e invitante. Dimostra che le comunità possono prendere in mano le sorti del proprio destino. Sono tanti fari che si accendono nella notte. Immagino di poter unire questi punti luminosi per dare vita ad una nuova Italia illuminata dalla partecipazione condivisa dell’intera cittadinanza». Il regolamento, in un momento storico di crisi che fa diminuire la ricchezza privata, rappresenta un cambiamento di marcia che passa attraverso una rivoluzione culturale profonda che consenta di intensificare e potenziare percorsi che educhino al culto del bello, alla socialità, alla tutela dei beni comuni, ed alla cura vitale del territorio.

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