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Apertura - Attualità - Evidenza - Politica - QD - Regione - 30 Novembre 2014

Ampliamento discarica di Montagano, parte la protesta. Gli ambientalisti denunciano: rischio di infiltrazioni malavitose

di ANNA MARIA DI MATTEO

Giù le mani dall’ambiente di Montagano! Il comitato anticamorra è pronto a dare battaglia contro l’ampliamento della discarica, deciso dalla Regione.

Un impianto che, secondo il progetto del governo regionale, dovrebbe servire tutti i 136 comuni molisani.

Ma gli ambientalisti non ci stanno ad annunciano battaglia. Emilio Izzo, che sta portando avanti una vera e propria battaglia in difesa del territorio, ha organizzato una conferenza stampa-sit in davanti all’impianto, denunciando il gravissimo rischio che corre l’intero territorio, l’ecosistema della zona.

L’ampliamento della discarica, è stato denunciato dagli ambientalisti, significherebbe l’arrivo, nell’impianto dei rifiuti dei comuni molisani, ma quasi sicuramente anche di quelli della Campania e della Puglia.

«Oltre al rischio ambientale c’è quello di infiltrazioni malavitose, che è reale – ha detto a chiare lettere Izzo – Perché sappiamo cosa si nasconde dietro la gestione dei rifiuti. Non abbiamo bisogno di un mega impianto come quello che la Regione vuole realizzare. Abbiamo invece bisogno di impianti a misura d’uomo, a servizio di pochi comuni».

Discariche sì, ma i cittadini devono anche cominciare a differenziare, ad assumere un atteggiamento diverso rispetto al tema dei rifiuti.

Ma nel frattempo, il rischio che la discarica di Montagano si trasformi in un mega impianto esiste ed è reale, hanno denunciato dal comitato anticamorra. Ed allora, l’appello ai cittadini alla mobilitazione per impedire che si compia l’ennesimo scempio. «I nostri politici descrivono il Molise come una terra incontaminata, come una bella cartolina – hanno  aggiunto dal comitato – quando  in realtà l’hanno trasformata in una regione pattumiera. Tutto ciò deve finire. Non ci stiamo e ci batteremo perché la nostra terra non venga ulteriormente deturpata», ha concluso Izzo.

2 commenti

  1. “Gli ambientalisti denunciano”. Ma ambientalisti di che? Questi non sono ambientalisti. Questi sono soggetti che formano comitati monopersonali il cui unico scopo da anni ormai è quello di ergersi a paladino di ogni battaglia possibile e immaginabile, spesso senza sapere neppure di cosa si stia parlando, al solo fine di soddisfare la propria sete di notorietà. Non badano che la regione Molie è una delle regioni con il più basso tasso % di r.d. in Italia e quindi l’ampliamento dell’impianto di Montagano va in direzione di un probabile aumento della percentuale di lavorazione di rifiuti. Non sanno, o fanno finta di non sapere, che proprio con i rifiuti in altre regioni si è sviluppata una filiera lavorativa che ha portato alla creazione di diverse opportunità lavorativa in aziende che sono eccellenza nel proprio settore. Parlano di piano energentico regionale quando sono contrari a qualsiasi fonte energetica rinnovabile. Però non dicono niente sulle trivellazioni. Bella idea di piano energetico! Vengono invitati negli incontri pubblici e invece di discutere di argomenti riescono solo ad attaccare le vere associazioni ambientaliste. Quelle associazioni che impostano le loro politiche sulla base di dati scientifici e non sul “potrebbe infiltrarsi la camorra” o “sotto alle pale eoliche vengono interrati i rifiuti” e che devono rispondere ai propri soci essendo avendo dei veri tesserati. Una volta terminata la protesta questa categoria di ambientalisti torna chi nel proprio ufficio pubblico e chi a godersi la meritata pensione. Mentre i giovani molisani, grazie alle azioni di questi pseudo ambientalisti, avranno la possibilità di mangiare pane e terra o pane e territorio dato che stanno affossando l’unica possibilità di sviluppo che si può avere in Molise: la green economy. È per questi “signor no” che l’idea ambientalista, a differenza di nazioni come la Germania, in cui i verdi sono forza di governo, in Italia non potrà mai essere forte e competitiva.

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