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Attualità - Mondo - QD - 27 Novembre 2014

Ferguson, se rabbia e proteste sfilano davanti alle telecamere

«Riot», sommossa, è un popolare videogame. Ma quella di Ferguson è molto meglio di un gioco al computer. I rischi ci sono ma i ragazzi di qui, e i molti arrivati da fuori, li accettano: i lacrimogeni che bruciano la gola e i polmoni, le nausee, il rischio di passare una notte ammanettati. C’è anche qualche pallottola vagante, certo. Tutte cose che aiutano a pompare adrenalina nelle vene. Mentre padri e madri della buona borghesia nera di Ferguson sfilano davanti alle telecamere con l’abito della festa per recitare i loro propositi di pace – donne coi tacchi a spillo, collane abbacinanti e gli occhi col trucco dorato nei collegamenti tv delle sette del mattino – i figli del ghetto si conquistano il loro quarto d’ora di gloria danzando attorno a un’auto della polizia appena data alle fiamme.

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