Peggio non potrebbe andare e i numeri del rapporto Banca d’Italia sul primo semestre 2014, presentato alla prefettura di Isernia dalla direttrice regionale Giuseppina Capozza, lo confermano in pieno. L’economia molisana è in fase di prolungata agonia e discesa continua, ben al di sotto della media nazionale e di quella del mezzogiorno d’Italia. In sostanza andiamo male, più di tutti e in tutti i settori, con il drammatico crollo dell’export, -89 % per cento, legato alla crisi dell’Ittierre. La modesta crescita degli occupati e delle esportazioni nell’agroalimentare, per lo più vini, non riesce assolutamente a compensare il default del settore tessile. Le cifre preoccupano e molto. I tecnici di Bankitalia le hanno illustrate in maniera molto competente, ma il loro significato non si può sottacere. Il marchio Molise, attualmente, è un brand che non tira affatto, anzi siamo in piena recessione post-industriale.
Ma se tutte le curve virano verso il basso, non è così solo per la curva del risparmio che, paradossalmente, è di segno positivo. Il risdparmio di famiglie e imprese molisane è cresciuto del 3 per cento circa rispetto al 2013. In complesso i molisani hanno, tra banche e poste, risparmi per cinque miliardi, di cui, all’incirca un miliardo, in titoli e azioni. Un enigma in questi tempi di magra, statisticamente ogni molisano ha risparmi per tredicimila euro, ma ciò non toglie che i forzieri delle banche, pur se pieni, continuano a non dar soldi alle imprese. (edigaetano)

Potrebbe interessanti anche:

Inclusione, iniziativa Associazione persone down e Dynamo Camp a Campobasso

L’inclusione rende il mondo più colorato e un mondo colorato è più bello. Un concett…