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Apertura - Attualità - Editoriali - Idee e opinioni - Politica - QD - 14 Novembre 2014

Protezione civile, servizio smantellato e lavoratori mandati a casa. I risultati della gestione Frattura-Ciocca

di GIOVANNI MINICOZZI

Continua la via crucis dei cento precari della Protezione civile rimasti senza lavoro dallo scorso mese di gennaio.

L’ennesima manifestazione di protesta davanti alla sede della Giunta regionale non ha prodotto, infatti, significativi risultati nonostante gli impegni precedentemente assunti dai vertici della Regione.

I lavoratori, vincitori del famigerato concorsone, restano al momento senza lavoro a differenza dei 118 colleghi che hanno avuto la proroga del contratto per altri tre mesi.

Loro, invece, dovranno aspettare il prossimo incontro fissato per il 22 novembre.

Nel frattempo la ricostruzione post-terremoto resta bloccata, il rischio di perdere una parte del finanziamento di 346 milioni di euro, previsti dalla delibera Cipe del 2011 si fa sempre più concreto, i sindaci dei comuni del cratere sono sul piede di guerra e circa mille persone dovranno passare il tredicesimo inverno fuori dalla propria casa distrutta dal terremoto del lontano 31 ottobre del 2002.

Ma c’è di più! Nei quasi due anni di gestione affidata dal governatore Paolo Frattura al consigliere delegato Salvatore Ciocca, il sistema regionale di Protezione civile è stato completamente smantellato.

Mezzi e materiali di pronto intervento sono stati abbandonati al loro destino nel deposito del centro funzionale di Campochiaro o nel capannone di contrada Macchie di Campobasso, per altro non di proprietà dell’Agenzia ma preso in fitto anche per uso officina, è di fatto inutilizzato.

Molte tende rientrate da Medolla dopo l’ultima spedizione non sono state né lavate, né sanificate e, secondo i bene informati, sono diventate cibo per i topi nel deposito di Campochiaro.

Le reti di comunicazione satellitari e quelle di monitoraggio ambientale sarebbero inutilizzabili.

Molti automezzi in disuso e senza revisione.

Dal prossimo 16 dicembre scadrà il contratto, non rinnovato, per la gestione della sala operativa che quindi chiuderà i battenti.

Una situazione catastrofica, dunque, aggravata dal licenziamento degli autisti avvenuto il 13 ottobre scorso.

Persone qualificate e competenti, punti di forza del sistema mandate a casa dall’oggi al domani e senza motivo e senza avergli fornito nessuna spiegazione.

In buona sostanza, in meno di due anni, Salvatore Ciocca nel silenzio generale ha distrutto la Protezione civile, la colonna mobile, le reti di comunicazione, la sala operativa e tutto il necessario per fronteggiare una qualsiasi calamità.

Che dire, poi, delle ripetute disponibilità offerte da Ciocca per intervenire nelle regioni recentemente colpite dall’emergenza climatica. Evidentemente il consigliere delegato ha pensato bene di poter sopperire al disastro causato dalla sua gestione sostituendo i mezzi fuori uso della colonna mobile con la sua collezione privata di auto di lusso da mettere a disposizione per portare conforto alle popolazioni colpite dalle diverse emergenze.

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