“Senza la possibilità di adottare misure di contenimento, ad oggi considerate illecite dai Nas di Campobasso e dalla Procura di Isernia, non si può tenere aperto il reparto di psichiatria uomini, perché i pazienti affetti da patologie gravi potrebbero mettere a serio rischio l’incolumità degli operatori sanitari e degli altri ospiti della struttura”. Sono queste le motivazioni che hanno spinto l’amministratore unico della residenza socio assistenziale Villa Flora, Gaspare Scuncio, a chiudere il reparto finito al centro dell’inchiesta su presunti maltrattamenti e sequestri ai danni dei pazienti della struttura di Montaquila. Qualche aggressione si sarebbe già verificata, per questo è stata presa la decisione di contattare i familiari dei pazienti del reparto psichiatrico per annunciare loro la chiusura. Intanto Franco Rossi, ex consulente sanitario di Villa Flora, ma per gli inquirenti ritenuto gestore di fatto della residenza socio-assistenziale, è stato sospeso dalla carica di sindaco di Montaquila. La legge Severino, infatti, scatta automaticamente, poiché la misura dei domiciliari gli impedisce di svolgere regolarmente le funzioni di amministratore. Dopo qualche dubbio generato dalla nuova normativa, le conferme sono arrivate dalla Prefettura di Isernia e dal municipio di Montaquila. Di fatto le funzioni di primo cittadino le sta esercitando il vice sindaco, Giovanni Perna. Nel frattempo Franco Mastronardi e Marco Franco, avvocati di fiducia del principale indagato, hanno presentato appello al tribunale di Campobasso contro la decisione del Gip di Isernia, Elena Quaranta, di confermare la misura cautelare nei confronti di Franco Rossi.

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