Si torna a scavare nelle campagne della piana di Venafro. I mezzi dei Vigili del fuoco e agli addetti dell’Arpa Molise si sono messi nuovamente al lavoro nel territorio di Sesto Campano, in un terreno che in precedenza era stato già sequestrato dai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico. Come accaduto per gli scavi effettuati nei mesi scorsi nella zona, è impossibile avvicinarsi alle aree poste sotto sequestro. Ciò desta qualche perplessità tra gli ambientalisti, ma è altrettanto vero che in casi come questi è necessario prendere tutti gli accorgimenti possibili. Non si sa cosa sia stato interrato nell’area venafrana, non si sa fino a che punto siano vere le dichiarazioni del pentito di camorra carmine schiavone. Finora i primi risultati non hanno portato a risultati eclatanti, ma qualcosa è comunque venuto fuori. Nel mese di giugno, a conclusione della prima fase dell’operazione Cover Waste (rifiuti coperti), il procuratore del Repubblica di Isernia Paolo Albano parlò in particolare di scarti delle fonderie, di oli minerali, rottami, amianto e una strana sostanza verdastra sulle quali sono in corso ulteriori accertamenti. Quei rifiuti interrati – ha avuto modo di precisare il procuratore capo – non hanno compromesso falde acquifere e terreni. Ma ora questa nuova campagna di scavi nelle aree a suo tempo individuati dai droni torna ad alimentare qualche preoccupazione tra i cittadini. Che chiedono di conoscere al più presto l’esito delle nuove indagini.

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