di PASQUALE DI BELLO

Sciocchezze pagate a peso d’oro con i quattrini dei molisani. E’ quanto emerge dalla lettura di un comunicato stampa diramato da Cristiano Di Pietro, consigliere regionale “delegato alla caccia” dal presidente Frattura. Il segretario regionale dell’Italia dei Valori, impegnato nella guerra ai cinghiali, dichiara guerra pure al vocabolario

Quando lo stavano costruendo, l’idea del Padreterno che, si sa, vede nel futuro, era quella di assegnare anche il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Cristiano Di Pietro, alla categoria degli ungulati. Poi, avendo letto tra le stelle che un giorno sarebbe diventato consigliere regionale, gli parve inopportuno dotarlo di zoccoli, come tutti gli ungulati, e si decise a fargli i piedi. In realtà il Creatore fu titubante sino all’ultimo momento perché, pur sapendo quale alta carica avrebbe ricoperto, sapeva già che l’avrebbe ricoperta in Molise e che, in questa Regione, nessuno si sarebbe stupito nel vedere, all’ingresso di palazzo Moffa, qualche consigliere regionale presentarsi con gli zoccoli al posto dei piedi e con i ferri al posto delle scarpe. I molisani – anche questo sa il Padreterno, ma qui non occorre leggere nel futuro – sono un popolo a tal punto credulone che non se ne sarebbero nemmeno accorti. Però fu buono e magnanimo, e al posto degli zoccoli le mise i piedi. Tuttavia, a bilanciare questa celeste licenza, c’ha pensato il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura che, essendosi persuaso di fare in terra le veci del Padreterno, ha nominato Cristiano Di Pietro “consigliere delegato alla Caccia” riuscendo così, in un solo colpo, a far contento il ragazzo e a far dispetto all’Eterno Padre, che pretende di fare le cose sempre a modo suo. In Molise, che si sappia, le cose non si fanno secondo l’ordine del Creatore ma secondo quello di Palo Frattura e, dall’altro ieri, anche secondo quello di Roberto Ruta, due politici del piddì che, se fossero degli ungulati, starebbero certamente nell’ordine dei Proboscidati e dei Sireni, molto in voga all’interno del Partito democratico.

La mettiamo sul ridere la cosa, perché qui c’è davvero da piangere. Andiamo all’antefatto. Ore 14.18 del 14 ottobre: l’Ufficio stampa del consigliere Di Pietro dirama il seguente comunicato stampa: “Nella giornata di domani 15 ottobre p.v.  alle ore 10:00, il consigliere regionale delegato alla caccia Cristiano Di Pietro, unitamente all’assessore provinciale al ramo Gianluca Tramontano, al direttore di Coldiretti Roberto Scano e al Presidente della C.I.A. Luigi Santoianni, incontrerà il Prefetto di Campobasso per affrontare la questione legata all’aumento esponenziale dei cinghiali sul territorio e ai conseguenti danni arrecati all’agricoltura locale e sulle strade”. Adesso, dall’antefatto, veniamo al “misfatto”. Alle ore 16.04 del 15 ottobre, il medesimo Ufficio stampa dirama un altro comunicato con le dichiarazioni di Cristiano Di Pietro seguite all’incontro col Prefetto di Campobasso: “Abbiamo, oggi, gettato le basi per affrontare seriamente la problematica legata alla crescita esponenziale  di ungulati sul territorio. Grande la disponibilità dimostrata dal Prefetto che  – ha dichiarato Di Pietro – ha con me condiviso le linee guida per affrontare la questione. All’incontro di questa mattina, seguirà quello del prossimo 22 ottobre con il Prefetto ed il sindaco di Isernia, sempre alla presenza dei rappresentanti di Coldiretti e della C.I.A.,  per convocare poi, in data 24 c.m., tutti i sindaci della regione Molise al fine di coordinare al meglio le azioni da intraprendere e dare finalmente risposte certe agli agricoltori”. Noterete come, dal primo al secondo comunicato, siano spariti i cinghiali e comparsi i non meglio definiti ungulati.

Fossimo per il Prefetto di Campobasso, noi al conigliere Di Pietro, “delegato alla Caccia” da quel geniaccio di  Palo Frattura, toglieremmo immediatamente il saluto per non rivolgerglielo mai più. Non solo Di Pietro ha una idea vaga e confusa di cosa siano gli ungulati ma, addirittura, la attribuisce anche ad un Prefetto della Repubblica che, a suo dire, “ha con me condiviso le linee guida per affrontare la questione”. Quale questione, consigliere Di Pietro? Possiamo chiederglielo visto che lei si sollazza mensilmente con migliaia e migliaia di euro che i cittadini molisani tolgono dalle proprie tasche per travasarle nelle sue e in quelle dei suoi colleghi? La questione è quella dei cinghiali o quella generica degli ungulati? Glielo chiediamo perché ci sorge il dubbio che lei, del termine ungulati, abbia un’idea fumosa e sballata. Allora, per darle un aiutino, come dicono in televisione nei giochi a quiz, le trascriviamo la definizione tratta dal vocabolario Treccani: “ungulati  Ungulata, der. del lat. ungŭla «unghia»]. – In zoologia, denominazione, priva di valore sistematico, comprensiva di quei mammiferi erbivori in cui le falangi, o l’unica falange, sono distalmente rivestite da zoccoli anziché da unghie, come i proboscidati, gli iracoidei, i perissodattili e gli artiodattili”. Ungulato, quindi, deriva quindi da unghia e si riferisce a tutti quegli animali, mammiferi ed erbivori, che al posto delle unghie hanno uno zoccolo. Allora, alla luce di ciò che dichiara, apprendiamo che lei nei prossimi giorni non solo intende diventare il “terrore” dei cinghiali ma anche dei cavalli, dei somari, dei buoi, delle mucche, delle bufale e, se ve ne fossero tra noi, anche delle giraffe. Non ce ne voglia, consigliere Di Pietro, ma noi su certe minchionerie non riusciamo proprio a passarci sopra. Niente di personale nei suoi confronti, vorremo solo evitarci di pagarla lautamente per sentire simili sciocchezze e vorremmo che il presidente Frattura la smettesse una volta per tutte con questa minchioneria al cubo delle deleghe ai consiglieri. Se proprio però il governatore non resistesse, e dovesse dargliene una nuova, se la faccia dare alla pesca subacquea così, forse, sottacqua eviterà di aprire la bocca. Ci faccia questa cortesia perché qui, a queste condizioni, gli unici “ungulati” – se ci capisce – sono i molisani.

(la foto in apertura è del Quotidiano del Molise)

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