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Sindacato al cloroformio. Flop della manifestazione davanti alla sede della Regione: molti sigari accesi e molto fumo negli occhi

di PASQUALE DI BELLO

Manifestazione al cloroformio dei sindacati davanti alla sede della Giunta regionale del Molise. Presenti solo i lavoratori delle imprese in crisi e sindacalisti professionisti. Nessun risultato e nessuna soluzione individuata, soltanto due inutili incontri: col Prefetto di Campobasso e col Presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura, accompagnato dall’assessore Vittorino Facciolla.

Oltre che della politica, la gente e stufa anche del sindacato. E’ questo l’unico dato saliente emerso dalla manifestazione che Cgil, Cisl e Uil hanno indetto a Campobasso, sotto la sede della Giunta regionale, in segno di protesta alle tante emergenze lavorative che affollano il teatro regionale. Lo spettacolo a cui abbiamo assistito in Genova, questo il luogo del raduno, è stato quello di un clamoroso flop. Più che ad una manifestazione del sindacato, pareva di stare all’udienza generale del Santo padre o, in alternativa, ad una scampagnata di boy scout. Una mattinata, per capirci, al cloroformio. Nel budello di via Genova, non più di duecento persone: lavoratori di varia provenienza: Gam, Ittierre, Esattorie, Formazione professionale, Zuccherificio a cui, per l’occasione, si sono aggiunti i cittadini del Matese impegnati nella battaglia contro le centrali a biomasse.

Niente cori, niente slogan, niente rulli di tamburi, niente lanci di uova e pomodori marci ma, soprattutto, niente gente. Niente popolo. Oltre ai lavoratori interessati alle varie vertenze, il resto era personale del sindacato. Gente in aspettativa perenne e retribuita che rappresenta l’altra faccia della medaglia o, se preferite, della casta. Perché questo, in larga parte, è il sindacato italiano, a cui quello molisano non fa eccezione: un luogo per gente che fuma il sigaro e al supermercato riempie il carrello di salmone e champagne. Certo, se il sindacato molisano non fa eccezione al sindacato nazionale, c’è anche chi – grazie a Dio – fa eccezione all’eccezione. Qualche mosca bianca, idealista e capace di farsi onestamente il mazzo, c’è anche qui da noi. Come in Italia.

Detto questo, va sottolineato come tra le metastasi che stanno uccidendo il Molise, ve ne sia una più ostinata e nociva di tutte: la menzogna. Quella che agli incolpevoli lavoratori viene propalata tre volte al giorno da politica e sindacato. A partire dalla assurda pretesa di far credere che la Regione una sorta di imprenditore pubblico (che in termini pratici è un vero e proprio ossimoro) capace di assorbire i disastri causati da imprenditori e fallimenti privati. In tal senso, la vicenda Formazione professionale è paradigmatica. Lavoratori di enti in tutto e per tutto privati, scaricati per anni sulla Regione. Prodotto di un sistema clientelare che li ha messi nel tritacarne e portati al dramma. Vittime di politici spregiudicati. C’è una logica perversa, che dilaga in tutto il Molise, ed quella della Regione mamma capace di assorbire crisi aziendali e criticità produttive. L’intervento regionale deve esserci, ma in termini di programmazione e non di assunzione. E’ la programmazione che è mancata negli anni passati o, peggio, è stata la pessima programmazione a produrre i disastri di oggi, poiché una Regione che si fa imprenditore, dai polli allo zucchero, è pura follia. Ma qui il discorso dovremmo portarlo indietro di decenni ed è bene restare all’attualità. E il dato odierno, oltre al flop del sindacato, ce ne racconta di un altro. Quello dei novelli governanti. Noi non sappiamo bene cosa li abbia indotti a candidarsi, probabilmente un misto di ignoranza e presunzione. Delle due l’una: o ignoravano i problemi a cui andavano incontro, e allora sono stati degli incoscienti, oppure li conoscevano, e allora è certificato che sono degli incapaci.

Poscritto. Per la cronaca: i capi dei sindacati sono stati ricevuti dal Prefetto e dal Presidente della Regione, Frattura, accompagnato dall’assessore Facciolla. Due incontri inutili. Tutto resta come prima, comprese le aspettative retribuite dei sindacalisti: gli unici ad avere un “lavoro” sicuro.

2 commenti

  1. Scrivi davvero bene. È un peccato che però tu lo faccia “facendo di tutta l’erba un fascio” ma soprattutto screditando il lavoro di tanti. NO COMMENT su chi riporta tali articoli per il solo ggusto di “cavalcare l’onda”.

    1. Io ho solo evidenziato una cosa, che in Molise (come spesso in Italia), il sindacato è parte del problema e non della soluzione. Dovete spiegarmi per quale ragione dipendenti privati – leggi Formazione, leggi Esattorie – dovrebbero essere scaricati sul sistema pubblico.

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