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mercoledì, Luglio 17, 2024

Ittierre sfrattata anche dall’It Fashion

AttualitàIttierre sfrattata anche dall'It Fashion

Nuovi problemi, vecchi problemi per l’ex Ittierre o Officine Tessili Italiane.
Dopo lo sfratto da Pettoranello, preannunciato dai tre commissari, ora arriva un’altra doccia gelata. Si tratta della notizia che anche la società proprietaria dell’It Fashion di Roccaravindola ha comunicato la volontà di considerare chiuso il contratto di locazione con l’ex Ittierre, a far data dal 26 settembre, scadenza dell’ultimo anno di affitto. Nè c’è la volontà di rinnovarlo con la nuova società di Antonio Rosati. I proprietari della struttura avrebbero già altre società pronte a farsi avanti per affittare i locali ad uso commerciale. Il posto fa gola perchè strategico, situato all’incrocio tra la variante di Venafro e la strada per Rocacraso.
Insomma, problemi su problemi, che mettono in discussione la partenza stessa della nuova realtà imprenditoriale nata dal concordato.
Certo è che Antonio Rosati, sfrattato sia da Pettoranello, che da Roccaravindola, si trova già in una condizione di assoluta emergenza. Deve far partire una nuova realtà imprebditoriale, ha già tre licenze in mano: Riva, Fiorucci e Gay Mattiolo, ma gli mancano le sedi dove produrre e dove vendere direttamente, con tutti i riflessi negativi del caso per le ricadute occupazionali che, a questo punto, sono tutte a rischio.
Intanto le cronache giudiziarie continuano ad occuparsi di Ittierre a causa di ben altre due vicende. La prima è quella della richiesta danni per cinquanta milioni, che Antonio Bianchi starebbe preparando nei confronti dei tre commissari. Bianchi sostiene, in parola povere, che i tre lo avrebbero raggirato, vendendogli una cosa per un’altra. Ovvero per Bianchi l’Ittierre era un’impresa già decotta nel 2011 e non aveva alcun valore per cui – secondo la sua tesi – avrebbe rimediato la classica fregatura. Tutta da dimostrare però.
L’altra notizia è quella dell’indiscrezione de Il Fatto Quotidiano su Donato Bruno, in corsa per la Corte Costituzionale. Secondo il quotidiano di Travaglio, Bruno sarebbe coinvolto nell’indagine sulle consulenze esterne affidate dalla Troika commissariale dell’Ittierre.
In particolare a Bruno sarebbe stata affidata una cosnulenza da due milioni e mezzo. Ma il parlamentare si difende sostenendo che la consulenza c’è ma il reato no, perchè tra l’altro lui – di mestiere – fa proprio quello: consulenze aziendali e fallimentari. (edigaetano)

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