Scortata dai cavalli bardati, la statua della Madonna di Loreto è tornata nel suo santuario, all’ingresso di Capracotta. Resterà qui fino all’8 settembre del 2017, in attesa del prossimo appuntamento con questa grande tradizione locale. La processione del ritorno – già suggestiva per la presenza degli animali – diventa ancora più commovente perché arriva il momento più difficile, quello del distacco. Qui ci si saluta, ci si abbraccia e si piange. È l’ora di preparare la valigia e si torna a casa. È la dura legge dell’emigrazione. Ma nel cuore tutti conserveranno il ricordo di queste giorni indimenticabili passati a casa, con i parenti e gli amici di sempre. Quest’anno si è vista più gente rispetto al passato. Si parla di migliaia di presenze. E ciò la dice lunga sull’attaccamento dei capracottesi alla Madonna di Loreto, ha sottolineato il parroco, don Elio Venditti. Altro aspetto significativo la presenza di molti giovani. Anche quelli che sono nati e cresciuti all’estero hanno cominciato ad appassionarsi a questa tradizione di famiglia. Questo aspetto è stato evidenziato dal sindaco di Capracotta, Antonio Monaco: “La presenza di tanti giovani sta a significare che questa tradizione andrà avanti ancora per molto tempo”. In questi giorni in paese si è visto anche Torcuato Di Tella, ambasciatore dell’Argentina in Italia – originario proprio di Capracotta – e il sindaco di una cittadina tedesca, Gernsbach, dove vive un buon numero di cittadini originari del centro altomolisano: “Me ne hanno sempre parlato di questa festa e di questo paese – ha detto il borgomastro Dieter Knittel – e ora che sono qui devo dire che è tutto molto bello”.

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