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Evidenza - 31 Luglio 2014

Quando l’inchiesta diventa fiction: dibattito in ricordo di Francesco Casale

A Isernia si è tenuto un appuntamento non solo per gli addetti ai lavori, ma per tutti gli appassionati di cronaca giudiziaria che ha visto la partecipazione di giornalisti, forze dell’ordine , politici ed esperti del settore. Partendo dai più noti casi di cronaca, si e’ discusso del modo di fare inchiesta e dei rischi della professione del giornalista connessi alla spettacolarizzazione delle notizie, nonche’ del rapporto tra i media e la magistratura. Ad un anno dalla scomparsa del giornalista isernino Francesco Casale si e’ ricordata, con grande commozione e partecipazione, la persona onesta e il professionista. L’omonima associazione nata in sua memoria, con la collaborazione del Comune di Isernia, ha organizzato un dibattito sul tema: “Circuito mediatico giudiziario, quando l’inchiesta diventa fiction”, con relatori di grande spessore quali Carmelo Abbate di Panorama e Maria Corbi della Stampa, autori di alcune delle principali inchieste scottanti di attualità e stimati opinionisti di note trasmissioni televisive. Hanno relazionato sui casi che hanno fatto cronaca in questo periodo, evidenziando come sia importante nel giornalismo riportare realmente i fatti e non fare dei meri processi mediatici e come l’accanimento mediatico e l’errore giudiziario crea altre vittime: si è innocenti fino a prova contraria. Basterebbe agire con prudenza per evitare di dare dolore agli altri. Il sostituto procuratore della Repubblica di Campobasso, Rossana Venditti, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Molise, Antonio Lupo, e il presidente dell’Assostampa Molise, Giuseppe Di Pietro, hanno precisato come sia labile il confine tra un processo mediatico e uno giudiziario e come i rapporti tra stampa, magistrati e procure puo’, se non impostato correttamente e nel pieno rispetto dei propri ruoli, inficiare o addirittura minare un’indagine. Su come l’informazione rischi di diventare uno show a beneficio dell’audience e su come la fuga di notizie possa risultare pericolosa per la buona riuscita di un’inchiesta. Deontologia a cui richiamare tutti affinché si possa evitare che il circuito mediatico-giudiziario determini condanne preventive e sovrapponga il diritto di cronaca al diritto di difesa. Viene prima la necessità di una corretta e giusta informazione che la fretta di informare. Un messaggio omesso, una notizia o un aggettivo diverso danneggiano la persona irrimediabilmente. La televisione per educare e non spettacolarizzare. Il compito del giornalista è raccontare come sono andati realmente i fatti in quanto il ruolo della tv, più di altri organi di informazione, puo’ fortemente influenzare il giudizio di un pubblico che non è chiaramente in possesso di tutte le notizie derivanti dalle indagini.
Ancora si è’ discusso del come cambia il rapporto tra cronaca giudiziaria e giornalismo investigativo nell’epoca dei social network, con i tempi di verifica, cosi mutati, delle notizie e delle fonti. Il convegno ha dato anche l’occasione per illustrare le iniziative programmate dall’omonima associazione nata per promuovere la libertà di espressione e informazione nonché per fare da interlocutore con le istituzioni per quanto riguarda il giornalismo, l’informazione e la comunicazione. L.L.

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