di PASQUALE DI BELLO

La vicenda dell’orario maggiorato a favore di sette dipendenti della Protezione civile, continua a tenere banco e a sollevare polemiche. Sulla questione è intervenuto il Comitato precari della Protezione civile che ha censurato in maniera netta e decisa l’episodio. Sullo sfondo, la vacuità della delega affidata da Frattura al consigliere Ciocca le cui dimissioni, a questo punto, sono un atto dovuto.

La notizia, quella vera, sta facendo il giro del mondo: il dentino ritrovato a Isernia, quello di un bambino di seicentomila anni fa, pare sia il reperto più antico appartenente ad un essere umano apparso sul suolo italico. L’altra notizia, un po’ meno nota e che gira tra gli addetti alla satira, è quella di un altro ritrovamento, quasi contestuale al primo. Un altro dentino, ma questa volta avvelenato, rinvenuto a Campobasso, precisamente presso gli uffici della Protezione civile. A fare la scoperta, in località Sant’Antonio Abate, sono state le signore addette alla pulizia degli uffici che, in fondo alla stanzetta degli spazzoloni, hanno scovato un dentino che, lì per lì, è stato attribuito ad un abitante del pianeta Terra vissuto qualche milione di anni prima ma che poi, ad un esame più attento, si è rivelato appartenere al consigliere regionale Salvatore Ciocca, capomastro delegato alla Protezione civile e alla Ricostruzione. Lo si è capito quando gli esami di laboratorio hanno evidenziato tracce di un potentissimo veleno, presenti sul reperto. Non v’è dubbio infatti – uscendo dalla satira – che se oggi come oggi c’è qualcuno in Protezione civile ad avere il classico dente avvelenato, quello è Salvatore Ciocca, delegato negletto e dimenticato dal direttore dell’Agenzia, Sandra Scarlatelli, che, come ormai noto, ha proceduto con una propria determina (la 309 del 30 giugno 2014) ad aumentare l’orario di lavoro a favore di sette dipendenti addetti alla ricostruzione post- sisma, portandolo dalle originarie 18 ore a 30. In barba agli altri cento precari provenienti dal maxi concorsone a suo tempo bandito da Iorio e rimasti fuori da ogni procedura di riassunzione, beneficio di cui hanno goduto gli altri cento rientrati per un periodo massimo di otto mesi.

A girare il coltello nella piaga, c’hanno pensato con un comunicato stampa proprio i cento esclusi i quali hanno censurato la delibera, assunta (testuale) “senza un preventivo confronto con il consigliere regionale delegato e con le Organizzazioni Sindacali”. Ora, lasciando perdere queste ultime, appare evidente che più passano le ore più la posizione di Ciocca si fa imbarazzante. Più passano le ore, più appare evidente come il ruolo assegnato all’interessato sia legato ad una delega farlocca il cui valore è pari a zero. Una gigantesca presa per i fondelli con la quale Frattura, in questo ponendosi in continuità con i predecessori Iorio e Di Stasi, ha inteso dare un contentino a quei consiglieri, partiti e movimenti, afflitti da colichette post elettorali legate alla mancanza di visibilità di questo o di quello.

Se la politica di questi tempi e di questi nostri contemporanei conoscesse la parola dignità, a quest’ora ci saremmo aspettati due cose: le dimissioni di Ciocca e la rimozione della Scarlatelli da parte del presidente Frattura. Ma state certi che questa nostra, è e resterà una pia illusione. Lorsignori resteranno ai loro posti, ufficiali e di complemento, confidando in quella damnatio memoriae che tutto cancella e tutto porta a dimenticare, Tra qualche giorno, di questa vicenda, nessuno parlerà più. Resterà qualche articolo di stampa e gli sms che puntualmente il consigliere Ciocca ci invia ad ogni nostro pezzo e il cui contenuto, nei dettagli, per carità di Patria, vi risparmiamo. Ci da del “fascista”, in buona sostanza, e detto da un comunista come lui, abituato a viaggiare in Jaguar, ci pare quasi un complimento.

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