di PASQUALE DI BELLO

La Regione Molise riserva al settore Turismo solo 230mila euro mentre ne spende più del doppio per l’affitto di uno stand a Expo 2015. Un fatto sintomatico del totale disinteresse della classe politica per un settore che, adeguatamente sostenuto, potrebbe essere una risorsa strategica per lo sviluppo del Molise.

Se tra la nostra classe politica ve ne fosse una di professione più diffusa delle altre, certamente sarebbe quella del rabdomante. Con una sola variante: invece dell’acqua, lorsignori cercherebbero banane. Non passa giorno che Dio mandi in terra, infatti, che non ci si debba parare da banane che volano a destra e a manca. Ovunque gli capiti di metter mano o, più semplicemente, di girare lo sguardo, ecco spuntare una banana che, messe le ali, finisce, se ci capite, immancabilmente alle spalle dei cittadini. Tuttavia, come in certe vignette di Altan, dove alla banana si alterna un ombrello, pare che i cittadini, a certe intrusioni (se ci ricapite), c’abbiano fatto il callo. Accettano tutto, specie in regime di monopolio politico.

Una delle tante banane in volo in questi giorni, è quella catalogata alla voce Turismo, lemma che in Molise fa il paio con Cultura. Come per quest’ultima, in Molise non abbiamo un assessore dedicato ma un capomastro. In questo caso il capomastro delegato al Turismo è il consigliere regionale Domenico Di Nunzio, tessera del PD in tasca e una capigliatura ortogonale e massiccia che quando i commessi d’aula del Consiglio lo vedono spuntare all’orizzonte, accorrono immediatamente per apporgli sulla testa un cartello con la scritta: “Trasporto eccezionale”. Come certe travi sull’autostrada, Di Nunzio arriva in Consiglio regionale preceduto e seguito da una coppia di furgoni lampeggianti che ne annunciano il fatale transito. Fatale, almeno per quel che riguarda il Turismo. E’ lui, lo ripetiamo, il delegato al ramo anche se, restando alla capigliatura, dovremmo dire alla frasca. Ma uscendo dalla satira e rientrando nella realtà, tocca davvero mettersi a piangere nel guardare le somme destinate al settore. Pochi spiccioli, 230mila euro, ripartiti in più rivoli che alla fine diventano come certe tubature sfasciate di campagna, buone solo per le perdite e perfettamente inutili. Se a questo poi aggiungiamo che per la sola partecipazione ad Expo 2015 la Regione ha impegnato 500mila euro, è facile rendersi conto di come ai molisani tocchi non solo di sopportare le proverbiali corna ma di aggiungervi anche il bonus delle altrettanto ricorrenti mazzate. Cosa andrà a fare il Molise all’Expo quando per il solo affitto dello stand spende il doppio della cifra investita nel settore Turismo, è un mistero che potranno chiarire solo i capimastro al comando della nave regionale.

Ma quello che più inquieta, è che tutto ciò avviene nella più completa indifferenza generale, come se i molisani fossero una razza di radioamatori sistematicamente sintonizzati su frequenze che parlano di tutto tranne che dei casi di casa propria. E’ come se vivessimo in una Regione dove, sul mercato, la domanda e l’offerta si incontrano solo ed esclusivamente alla voce: banana.

 

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