di ENZO DI GAETANO

A poco più di due anni dall’avvio dell’inchiesta Alta Moda, domani, il Gup Stefano Calabria potrebbe finalmente decidere se prosciogliere o rinviare a giudizio le quattordici persone ancora indagate. Giusto la metà delle 28 inizialmente raggiunte dagli avvisi di garanzia firmati dal procuratore Paolo Albano.
Il condizionale è d’obbligo perchè il Giudice delle udienze preliminari potrebbe anche riservarsi altro tempo per far conoscere la sua decisione. Ma sarebbe questione di ore o di pochi giorni. Per mercoledì, comunque, si arriverà alla conclusione del complesso rito andato in scena nell’auletta del Gup di Isernia. Tutti i difensori hanno detto la loro, ribadendo la richiesta di proscioglimento e parlando di assoluta correttezza dei loro assistiti, mentre la procura ha reiterato la richiesta di rinvio a giudizio, così come l’avvocato Messere in rappresentanza dei commissari e il rappresentante dei piccoli azionisti.
Esperite le ultime formalità e ascoltati gli ultimi interventi procedurali, calerà il sipario e poi conosceranno le decisioni di Calabria.
Settimana cruciale perchè, dopo solo due giorni, venerdì, sempre in tribunale è stata convocata l’assemblea dei creditori Ittierre della gestione Bianchi. Se il 51 per cento di loro dirà sì, o non si presenterà, che poi è la stessa cosa, partirà definitivamente la terza vita dell’Ittierre, sotto nuove vesti, quella dell’Oti, o Officine Tessili Italiane, la new company che nascerà dalla vecchia azienda. Alla gestione liquidatoria di quest’ultima resteranno in carico i pagamenti delle cifre concordate e la gestione di tutto il pregresso. In sostanza, come sta succedendo per Alitalia, una new company che partirà da zero e una bad company a cui resteranno debiti e gatte da pelare.

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