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giovedì, Febbraio 29, 2024

2/Inchiesta sulla Casta. La Regione di Frate Cipolla: spesi 77mila euro per ogni riunione del Consiglio

Apertura2/Inchiesta sulla Casta. La Regione di Frate Cipolla: spesi 77mila euro per ogni riunione del Consiglio

di PASQUALE DI BELLO

Prosegue l’inchiesta del Giornale sulla Casta regionale. Nella seconda puntata, dai dati messi in relazione, emerge un numero inquietante e spaventoso: dal suo insediamento, ogni riunione del Consiglio regionale è costata ai contribuenti molisani la bellezza di 77mila euro.

Narra il Boccaccio nel Decamerone (sesta giornata) che Frate Cipolla, “di persona piccolo, di pelo rosso e lieto nel viso”, fosse “il miglior brigante del mondo per quella sua innata capacità oratoria grazie alla quale riusciva a convincere i malcapitati creduloni di ogni genere di fatto o prodigio. Tentò, tra le altre cose, a convincere i sempliciotti del tempo dell’esistenza di una incredibile reliquia, addirittura una penna caduta all’Arcangelo Gabriele al momento dell’annunciazione (“vi mostrerò una santissima e bella reliquia […] una delle penne dell’agnol Gabriello, la quale nella camera della Vergine Maria rimase quando egli la venne a annunziare in Nazarette”). La penna di Frate Cipolla, in realtà, era quella di un pappagallo come appurano due suoi amici buontemponi che decidono di rifilare una burla al frate. Tolta la penna, mettono dei carboni nella scatola che la conteneva ma Cipolla, abilissimo com’era, convince gli ingenui fedeli che la volontà divina ha provveduto a sostituirla con quelle braci che, udite udite, sono anch’esse sacre essendo quelle utilizzate per il martirio di San Lorenzo. Perché diciamo, scriviamo e cianciamo di queste cose? Per narrare delle epiche vicende dei 21 frati Cipolla che siedono nel Consiglio regionale del Molise. Frati, o fratacchioni a seconda dei casi, capaci di far anche meglio del boccaccesco Cipolla e di raccontarci ogni genere di fandonia, prima tra tutte quella dei costi della politica che, secondo alcuni di essi, li avrebbero ridotti ad una condizione di miserrima indigenza oltre che di irritazione (Vedi, ad esempio, Salvatore Ciocca: “Ne ho piene le scatole di rendicontazione e commercialista” –  in aula lo scorso 2 aprile 2014)

Bene. Veniamo a noi e vediamo di quale cipolla ci occupiamo oggi. Dal 2 aprile 2013, data di insediamento, al 6 maggio 2014, data dell’ultima assise, il Consiglio regionale del Molise si è riunito complessivamente 45 volte. In questo periodo la spesa per il mantenimento di lorsignori è stata di circa 3milioni e 476mila euro, somma arrotondata per difetto e che ricomprende solo la paga dei 21 consiglieri regionali (3milioni e 5mila euro) e le spese per il funzionamento dei gruppi a loro supporto (471mila euro). Abbiamo escluso le somme spese per l’art. 7 (324mila) sino a quando è stato in vigore. Figuriamoci, con questo, dove saremmo arrivati. Sulla vicenda portaborse, infatti (per questo non lo abbiamo calcolato) esistono teorie e fumisterie tutte da verificare circa l’effettiva restituzione, essendo noto al momento solo l’effettivo incasso. Ad ogni buon conto, teniamolo fuori. Il conteggio, come doveroso, tiene conto poi conto dell’autoriduzione operata dai consiglieri Federico e Manzo del Movimento 5 Stelle e, relativamente alla staffetta Romagnuolo/Iorio, considera solo un consigliere, anche se l’ex governatore da aprile 2013 a febbraio 2014 ha incassato una indennità da fame di soli 3mila euro mensili, paghetta che non abbiamo messo nel conto. La scorsa volta, come indice di produttività di questa classe (si fa per dire) dirigente avevamo adottato il rapporto tra le somme percepite da ciascun consigliere e il numero degli interventi resi in aula, questa volta ci focalizziamo sempre tra le somme percepite direttamente, quelle indirettamente spese per l’attività a loro supporto, e il numero di riunioni dell’aula di palazzo Moffa che, come abbiamo detto, sono state 45 in 13 mesi. Mettendo in relazione le due cose emerge un dato inquietante: ogni volta che il Consiglio regionale si riunisce esso costa ai contribuenti molisani la bellezza di 77mila 240 euro (anche questi arrotondati per difetto).

E’ tutto, per ora. La nostra seconda puntata (di quella che sarà una lunga inchiesta sulla Casta regionale) finisce qui, con un saluto a Frate Cipolla dai confratelli cipollotti regionali. Amen.

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