di PASQUALE DI BELLO

Il Consiglio regionale del Molise, dati alla mano, è un vero e proprio bancomat delle  chiacchiere. In media, ogni volta che un consigliere prende la parola (anche per una sola frase) percepisce la bellezza di 3853 euro.

Le chiacchiere, come si suol per i discorsi inutili e vaghi, “stanno a zero”. Ma non è così per tutti, specie se quel “tutti” corrisponde con la classe (si fa per dire) politica al governo della Regione Molise. Le chiacchiere, per lorsignori, non stanno a zero ma a mille, anzi a milioni di euro che annualmente i contribuenti molisani sborsano per un inutile bla bla bla, un balbettio spesso articolato senza meta e senza costrutto, a trotterello di cane, al modo di certi spinoni quando se ne vanno a zonzo per la città senza sapere né perché né per dove né percome.

Presi da una indicibile malinconia, tipica dei giorni di festa, questo fine settimana ci siamo dedicati alla lettura di carte e scartoffie che nel tempo abbiamo affastellato, fiduciosi che vi avremmo trovato qualche motivo di sollievo, ma inconsapevoli che così facendo, invece, avremmo trasformato la malinconia in depressione e la depressione in rabbia. Perché solo la rabbia può essere la conclusione ogniqualvolta proviamo ad accendere una luce, un riflettore, a posizionare una lente di ingrandimento su quella che è l’attività li lorsignori consiglieri regionali. Tutti, nessuno escluso, perché in realtà su certi argomenti quali la pappa e la cotoletta, non ci sono partiti, non c’è né destra né centro né sinistra, c’è solo il partito unico del bancomat. Perché questo, più di ogni altra cosa, è la politica in Molise: un bancomat per pagare chiacchiere inutili.

Insomma, cosa abbiamo fatto, letto, scoperto? Ci siamo peritati a mettere in relazione due dati, solo due, che però ci danno la cifra dello sfascio, dell’abuso e della solenne presa per i fondelli nella quale viviamo. Abbiamo messo in relazione, per ciascun consigliere regionale, i quattrini percepiti dal mese di aprile 2013 allo stesso mese del 2014, e il numero degli interventi nell’aula del Consiglio regionale. Abbiamo cioè cercato di capire, al di là del contenuto (sul quale ritorneremo in futuro), quanto tecnicamente ci costano le chiacchiere fatte in Consiglio regionale, quanto sborsano i molisani ogni volta che tizio o caio, Ciccio e Franco, Stanlio o Ollio, si alzano e danno fiato alla bocca. Perché questo è, spesso e volentieri, quello che viene prodotto: fiato tra i denti, vento nelle orecchie di chi ascolta.

Bene, intanto un dato generale e una premessa metodologica. Per ciascun consigliere è stata calcolata la paga media lorda mensile, il tutto arrotondato per difetto, e moltiplicata per il periodo di riferimento (che va dall’avvio della legislatura ad oggi, cioè 13 mesi). Di tutti i consiglieri, tre sono stati analizzati secondo il dato sostanziale che li riguarda (poiché nei tre casi non coincide con quello formale): il primo è il presidente del Consiglio, Vincenzo Niro, che ha preso la parola innumerevoli volte (309 per l’esattezza) ma semplicemente per dirigere il traffico in aula (apertura e chiusura di seduta, lettura dell’ordine del giorno etc. etc. etc. …). I suoi interventi effettivi, intesi di contributo al dibattito, non sono stati più di dieci. Gli atri due consiglieri, sono i pentastellati Antonio Federico e Patrizia Manzo che, come noto, la paga se la sono ridotta drasticamente a 2500 euro netti mensili che, lordi (per restare al dato considerato per gli altri), equivalgono a circa 5000 euro. Per un quarto consigliere, Michele Iorio, i dati sono insufficienti ad un calcolo essendo egli stato reintegrato solo di recente in Consiglio regionale (marzo 2014). Tuttavia, nel periodo di sospensione egli ha beneficiato di 3000 euro mensili, somma che va aggiunta a quella spesa per il consigliere che nelle more lo ha sostituito, Nico Romagnuolo a cui andava in media un e molumento da 10500 euro mensili. Dal calcolo, per una questione di omogeneità e attendibilità dei dati, terremo comunque fuori Iorio.

Intanto diamo un valore generale. Da aprile 2013 ad aprile 2014 (13 mesi) la somma spesa dalla Regione Molise (escluso l’art. 7 in vigore per buona parte del periodo di riferimento!) per la paga lorda di lorsignori (esclusa la coppia Iorio/Romagnuolo) è stata di 2milioni e 859mila euro. Gli interventi complessivi in aula sono invece stati in totale 742. Questo vuol dire che ogni volta che lorsignori hanno aperto la bocca ci sono costati in media la bellezza di 3853 euro a testa.

*******

Ma vediamo i dati parziali, quelli relativi a ciascun consigliere, alla “fatica” fatta in aula e al costo per la collettività.

Nicola Cavaliere.            Paga media 10500 euro mensili. In tredici mesi 136500 euro. Ha preso la parola 49 volte per un costo medio a intervento di 2785 euro.

Salvatore Ciocca.            Paga media 11250 euro mensili. In tredici mesi 146250 euro. Ha preso la parola 52 volte per un costo medio a intervento di 2812 euro.

Vincenzo Cotugno.        Paga media 11250 euro mensili. In tredici mesi 146250 euro. Ha preso la parola 29 volte per un costo medio a intervento di 5043 euro.

Paolo di Laura Frattura. Paga media 13500 euro mensili. In tredici mesi 175000 euro. Ha preso la parola 59 volte per un costo medio a intervento di 2966 euro.

Domenico Di Nunzio.    Paga media 11250 euro mensili. In tredici mesi 146250 euro. Ha preso la parola 16 volte per un costo medio a intervento di 9140 euro.

Cristiano Di Pietro.        Paga meda 12000 euro mensili. In tredici mesi 156000 euro. Ha preso la parola 68 volte per un costo medio a intervento di 2294 euro.

Vittorino Facciolla.        Paga media 12000 euro mensili. In tredici mesi 156000 euro. Ha preso la parola 22 volte per un costo medio a intervento di 7090 euro.

Antonio Federico.          Paga media (effettiva) 5000 euro mensili. In tredici mesi 65000 euro. Ha preso la parola 65 volte per un costo medio a intervento di 1000 euro.

Angela Fusco.                   Paga media 11250 euro mensili. In tredici mesi 146250 euro. Ha preso la parola 102 volte per un costo medio a intervento di 1433 euro.

Domenico Ioffredi.        Paga media 11250 euro mensili. In tredici mesi 146250 euro. Ha preso la parola 25 volte per un costo medio a intervento di 5850 euro.

Nunzia Lattanzio.            Paga media 11250 euro mensili. In tredici mesi 146250 euro. Ha preso la parola 31 volte per un costo medio a intervento di 4717 euro.

Patrizia Manzo.                               Paga media (effettiva) 5000 euro mensili. In tredici mesi 65000 euro. Ha preso la parola 32 volte per un costo medio a intervento di 2031 euro.

Salvatore Micone.          Paga media 11250 euro mensili. In tredici mesi 146250 euro. Ha preso la parola 21 volte per un costo medio a intervento di 6964 euro.

Filippo Monaco.              Paga media 12000 euro mensili. In tredici mesi 156000 euro. Ha preso la parola 37 volte per un costo medio a intervento di 4216 euro.

Vincenzo Niro.                 Paga media 13500 euro mensili. In tredici mesi 175000 euro. Ha preso la parola (nel dibattito) 10 volte per un costo medio a intervento di 17500 euro.

Carmelo Parpiglia.         Paga media 11250 euro mensili. In tredici mesi 146250 euro. Ha preso la parola 17 volte per un costo medio a intervento di 8602 euro.

Michele Petraroia.         Paga media 12000 euro mensili. In tredici mesi 156000 euro. Ha preso la parola 43 volte per un costo medio a intervento di 3627 euro.

Giuseppe Sabusco.        Paga media 11250 euro mensili. In tredici mesi 146250 euro. Ha preso la parola 26 volte per un costo medio a intervento di 5625 euro.

Massimiliano Scarabeo. Paga media 12000 euro mensili. In tredici mesi 156000 euro. Ha preso la parola 4 volte per un costo medio a intervento di 39000 euro a intervento.

Francesco Totaro.           Paga media 11250 euro mensili. In tredici mesi 146250 euro. Ha preso la parola 34 volte per un costo medio a intervento di 4301 euro.

******

Questo il dato, nudo e crudo, che nasce dal rapporto tra la spesa e gli interventi resi da lorsignori. Il commento lo lasciamo alla fantasia dei lettori. Ci limitiamo a sottolineare che il quadro complessivo, oltre che deprimente, è ancora più grave se si considera che spesso gli interventi sono relativi a richieste di sospensione e beghe procedurali, uno zagaglio umido e improduttivo che nulla ha a che fare con la sostanza delle cose e, principalmente, con i problemi della povera gente. Quanto ai contenuti, poiché a parlare non c’è parso di ascoltare e vedere nessun Bismark, ci riserviamo l’analisi nelle prossime puntate di questa nostra inchiesta ma, fin da ora, vi diciamo ci sono delle carnevalate per le quali i molisani dovrebbero essere risarciti o, se proprio fossero costretti a pagare, dovrebbero farlo consapevoli di pagare non dei governanti ma il biglietto per assistere allo spettacolo dei clown al circo. Per ora basta così, per ora ci fermiamo a metà del guado e (se ce lo consentite) anche a  metà del guano.

Potrebbe interessanti anche:

Trame romane. I giochi di Roma sul Molise, sempre più probabile l’arrivo di candidati calati dall’alto

Se fosse un film del genere giallo, potremmo chiamarlo “Trame romane”, come quei film poli…