di PASQUALE DI BELLO

La scelta dell’Udc di passare dal centrodestra all’alleanza col centrosinistra alle elezioni amministrative di Termoli e Campobasso ripropone un tema, quello delle alleanze a geometria variabile, che ha una precisa chiave di lettura: salvare sempre il rapporto col potere.

Se fosse un complesso musicale, l’Udc sarebbe di certo quello degli ABBA. Tra le canzoni preferite dal partito di Casini, ve n’è uno che ci ricorda da vicino un successo del noto complesso svedese: SOS. Gli udicccini locali, al pari di quelli nazionali, sono infatti il partito dell’SOS ma con una piccola variante: invece di andare in soccorso a qualcuno, i democristiani scalzi vanno sempre in soccorso di se stessi. E’ questo quello che stanno facendo tanto a Termoli quanto a Campobasso, dove con un volteggio tra assi, cavalline e travi da far impallidire Nadia Comaneci, si sono gettati in proprio soccorso tra le braccia del PD, un partito prevalentemente composto da ex democristiani travestiti da comunisti e da ex comunisti travestiti da democristiani. Come abbiamo anticipato ampiamente su questo giornale, dopo aver governato col centrodestra in entrambi i comuni, appoggeranno a Termoli e Campobasso i candidati del centrosinistra alla carica di sindaco: Angelo Sbrocca e Antonio Battista, persone degnissime che tuttavia potevano risparmiare a se stessi e a noi questa apoteosi del trasformismo molisano che, come tutte le cose molisane, ha una vago retrogusto di formaggio. Potevano, Sbrocca e Battista, dare un segnale forte e chiaro di moralizzazione ad una politica ai quattro formaggi che ormai pare non aver più freni e pudori; potevano, in sintesi, dire come al gioco dei pacchi: “No grazie. Proseguo e vado avanti”, rifiutando il pacco dell’Udc o, quantomeno, ponendo una condizione ben precisa: nessuno di coloro che hanno governato con il centrodestra potrà essere candidato. Così non è stato e vedremo se un domani ne avranno scrupolo. Le alleanze a geometria variabile hanno infatti sempre un doppio biglietto: di andata e ritorno. Oggi quello che è avvenuto in una direzione potrebbe domani prendere la direzione contraria. Niente di più facile che i nipoti dei democristiani, che stanno ai nonni come una sparatoria di tric trac sta alla nona di Beethoven, annusato un giorno il melone non tornino sui propri passi. Da quando la Democrazia cristiana non esiste più, quello che resta nell’intera diaspora scudocrociata, ovunque essa si trovi, è un partito di mezzadri, di gente che fa costantemente a mezzo col potere di chi governa. La storia di Casini, da Forlani a Renzi, passando per Berlusconi e Monti, dice solo e soltanto questo e, francamente, è troppo. Anche per il Molise dove nel recente passato a questa regola c’è stata un’eccezione: quella dell’ex assessore Velardi che volle appoggiare a tutti i costi Iorio alle regionali del 2013 e perse. Ma è un’eccezione che, come tutte le eccezioni, è fatta per confermare una regola. Una sola, quella dell’SOS per salvare sempre il rapporto con chi comanda. Facciano però i debiti scongiuri, tra i successi degli ABBA ve n’è un altro che narra di una storia che non è proprio una storia di vittoria. Si chiama Waterloo e non ha bisogno di spiegazioni.

Poscritto. Quando dieci giorni fa scrivemmo un pezzo analogo sull’argomento, “L’Udc a Termoli col centrosinistra. In Regione pronto l’abbraccio con Frattura”, ricevemmo una telefonata allarmata della collega Manuela Iorio la quale ci annunciava un comunicato stampa dell’Udc che pareva smentisse la nostra indiscrezione. Accogliemmo quella telefonata con una fragorosa risata, dicendo alla collega di non preoccuparsi e di dare ampio risalto alla notizia: ci sarebbe servita un giorno per dire che noi, in fondo, avevamo visto lungo. Ecco, quel giorno è arrivato.

 

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