di ENZO DI GAETANO È partita da Pettoranello la richiesta di cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti Ittierre.
Si tratta del primo passo della procedura concordataria che ha visto approvare la richiesta dal tribunale di Isernia.
La cassa straordinaria dovrebbe durare fin quando non ripartirà la produzione della New Company Oti, sotto la guida di Antonio Rosati. Si parla nella fase di stop produttivo di una cinquantina di persone per garantire i servizi essenziali e poi circa un centinaio. A questo numero si dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno.
Intanto però è un’altra vicenda legata all’Ittierre che tiene banco, quella dell’incredibile scoperta, fatta da Guardia di finanza e procura, di un singolare giro di mazzette che girava intorno all’azienda.
La bomba l’ha fatta esplodere l’avvocato Messere, costituendosi come parte civile, a nome dei tre commissari straordinari: Chimenti, Spada e Ciccoli.
Sono loro che chiedono un mega risarcimento di dieci milioni di danni a sette indagati. Tra loro un ex dipendente Ittierre di 49 anni, che, è scritto negli atti giudiziari, avrebbe intascato ben 166mila euro a mezzo di assegni circolari, in cambio del suo ‘visto si paghi’ su fatture grossolanamente false. Fatture taroccate per un ammontare complessivo di dieci milioni.
L’udienza davanti al Gup il prossimo 15 maggio, quando dovranno comparire, di fronte al giudice per l’udienza preliminare, ben sette indagati: tra loro l’ex dipendente che avrebbe preso tangenti con assegni circolari, un consulente dell’Ittierre di Isernia di 48 anni, più cinque fasonisti e produttori esterni: due di Pesche e gli altri di Assisi e Carpi.
Una storia che sembra un giallo scritto coi piedi, perchè, da che mondo è mondo, le mazzette si pagano e si prendono in contanti proprio per non far rintracciare la provenienza del denaro. Invece, il dipendente infedele dell’Ittierre avrebbe preteso e ottenuto il pagamento della sua complicità nella truffa con assegni circolari. Probabilmente il primo caso in Molise, ma forse anche in Italia.
Ben dieci milioni spesi, a quanto se ne sa, nell’acquisto di appartamenti e attività commerciali a Isernia e Vasto. Ma sempre sull’Ittierre le sorprese non finiscono mai, infatti ci sarebbero anche altre notizie relative anche a dirigenti che lavoravano per l’azienda molisana e contemporaneamente avevano contratti di cosnulenza con fasonisti a cui delegavano gran parte della produzione esterna.
Così come altri dirigenti sarebbero stati presi con le mani nel sacco e allontanati con discrezione.
Ma l’impressione è che più si va avanti e più verranno fuori sorprese e magari arricchimentio sospetti e case e ville comprate coi soldi illeciti.

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