di FABRIZIO OCCHIONERO Andavano al mare in orari di ufficio, a spasso e a fare la spesa invece di rispettare il turno di lavoro ma c’era anche chi avrebbe utilizzato l’auto aziendale per svolgere delle commissioni personali. Il ‘vizietto’ di alcuni dipendenti dell’Asrem di Termoli è finito sotto la lente dei Carabinieri del Nas di Campobasso che agli ordini del capitano, Antonio Forciniti, hanno scoperto le irregolarità. Truffa e falso le ipotesi di reato per le quali dovranno rispondere a vario titolo in trenta tra medici, infermieri, impiegati e altri professionisti. Per loro, dopo il blitz di marzo 2012 e le richieste di rinvio a giudizio è arrivato il momento dell’udienza preliminare in cui si stabilirà chi dovrà affrontare un processo. Al Tribunale di Larino sono in programma almeno quindici udienze in quanto le posizioni degli indagati sono separate e si punta a velocizzare le procedure ed evitare continui rinvii, un impegno ribadito dallo stesso procuratore, Ludovico Vaccaro. Ogni volta davanti al giudice dovrà presentarsi anche una sola o due delle persone coinvolte tra chi ad esempio, stando alle indagini, timbrava il cartellino e il dipendente non trovato sul posto di lavoro ma pronto a stendere l’asciugamano in spiaggia per godersi la tintarella. Meno rilevante la posizione di altri quattordici dipendenti inizialmente coinvolti, per alcuni dei quali il sostituto Luca Venturi ha chiesto un decreto di condanna ad una pena pecuniaria. La Procura sarebbe inoltre al lavoro su un altro filone di indagine condotto in questo caso dalla Guardia di Finanza che riguarda sempre l’assenteismo negli ambienti sanitari del Basso Molise.

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