Sembrava una seduta come le altre. C’era infatti da approvare solo una mozione rimasta in sospeso dall’ultima riunione della settimana scorsa. E invece le comunicazioni del presidente Mazzuto al termine dei lavori del consiglio provinciale di Isernia hanno avuto l’effetto di una bomba. Le rimesse dallo Stato sono state più che dimezzate rispetto al 2011 e dunque con i poco meno di 8 milioni di euro di entrate previste per quest’anno si riuscirà a malapena a coprire le spese del personale, nel frattempo rimaste invariate. La conseguenza è logica. “Leggi alla mano – ha detto il presidente dell’ente di via Berta – bisognerà licenziare la metà del personale. La legge dello Stato prevede che le somme in bilancio per i dipendenti non possono superare il 50%. Ci troviamo in questa situazione: i costi del personale nel 2010 incidevano per il 34%. Con i tagli da parte del Governo centrale arriviamo a sfiorare il 100%. Bisognerà pertanto intervenire”. A questo punto solo un intervento del Governo potrebbe cambiare la situazione, ma visto l’andazzo è davvero improbabile immaginare una soluzione del genere. A questo punto neanche l’ipotesi dissesto può essere scartata.

Potrebbe interessanti anche:

Covid, scende la curva del contagio. Intanto Toma approva il decreto che prevede 50 milioni del Por

Non accadeva da settimane: numero di casi inferiore a 100 e tasso di positività che scende…