di PASQUALE DI BELLO

Insieme a quella del Presidente della sezione molisana della Corte dei Conti, Michael Sciascia, un’altra relazione mette in luce il Molise degli sperperi. E’ quella del Procuratore presso la medesima Corte, Carlo Alberto Manfredi Selvaggi. Illustra danni erariali per milioni di euro, soldi dei molisani che attendono di essere recuperati alle casse pubbliche.

C’è un’altra relazione della Corte dei Conti, altrettanto pesante quanto la prima. E’ quella del Procuratore Carlo Alberto Manfredi Selvaggi, che si aggiunge e fa pendant con quella del Presidente della locale sezione, Michael Sciascia. Pesante lo è perché mette in bella copia – se così si può dire di una serie di porcherie amministrative – una riga di danni erariali che fanno accapponare la pelle. Si va dal funzionario dell’agenzia delle entrate che chiede soldi e promette di insabbiare accertamenti e sanzioni al dirigente regionale che imbosca sul proprio conto corrente fior di quattrini dei contribuenti. Dal danno prodotto dai dipendenti assenteisti del distretto Asrem di Termoli al caso di un maresciallo e un appuntato della Guardia di Finanza condannati per peculato. Capitolo a se è quello delle consulenze che nascondono “vere e proprie assunzioni” se non addirittura “elargizioni benefiche” (parole del Procuratore). E il catalogo si allarga con la percezione indebita di emolumenti pubblici erogati dall’Amministrazione sanitaria sotto forma di borse di studio sino agli appalti aggiudicati a capocchia da parte di Enti facenti capo alla Regione. Sei milioni e ottocentomila euro, sono invece quelli richiesti a titolo di danno erariale agli amministratori e funzionari che approvarono la delibera di Giunta dalla quale nacque la vicenda Termoli Jet. Due milioni e duecentocinquantamila euro è invece il danno che secondo la Procura presso la Corte dei Conti è stato causato dalle vicende legate alla gestione dei fondi ex art. 15 per la ripresa produttiva della Regione.

Due, però, sono le cose che inquietano più di altre. La prima, che si aggiunge ai danni rilevati dalla Procura, è relativa ai danni causati all’ambiente e al paesaggio provocati dalla installazione selvaggia di pale eoliche: pensate, solo nel Comune di Carpinone è stato rilevato un danno di oltre tre milioni di euro. La seconda, invece, è contenuta in tre righe della relazione di Manfredi Selvaggi. E’ relativa ad una recentissima sentenza della Corte Costituzionale (39/2014) che porta la data del 26 febbraio scorso e che è stata pubblicata il 6 marzo successivo. Bene, tra le altre cose che la sentenza cassa in relazione al decreto legge 174/2012 (quello sulla riduzione dei costi della politica), ve n’è una che sarà anche incostituzionale, come stabiliscono i giudici della Suprema corte, ma che fa egualmente accapponare la pelle dal raccapriccio che genera. Parliamo di rendiconti dei Gruppi regionali, un tema da antiemetici. Bene, il decreto in questione prevedeva che in caso di rendiconti irregolari il Gruppo “colpevole” decadesse dall’erogazione dei contributi, ora, con la sentenza della Corte Costituzionale, questa norma è stata cancellata. Come dire? Cornuti e mazziati, per mantenerci all’adagio popolare.

 

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