di PASQUALE DI BELLO

La relazione del presidente della sezione molisana della Corte dei Conti sbugiarda definitivamente tutti coloro, finti tonti, che per mesi si sono ostinati a difendere privilegi e prebende del ceto politico. Adesso è l’ora di aprire una fase nuova e capire, una volta per tutte, se vi sono o meno rilievi di altra natura che la Giustizia è chiamata ad appurare.

La relazione tenuta oggi dal presidente della sezione molisana della Corte dei Conti in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, mette una pietra definitiva e tombale sul sacello di chiacchiere, menzogne, minchionerie e panzane che per mesi si sono levate dal Palazzo regionale. Michael Sciascia, nel suo intervento, ha ripercorso tutto il bel mondo nel quale vivono lorsignori a libro paga della politica, snocciolando come in un rosario degli orrori le varie vicende di sperperi, prebende e privilegi di cui si alimenta quotidianamente una pletora di postulanti che di politica vivono e che di politica rischiano di far morire i propri concittadini. La generale abbuffata, dall’art. 7 ai fondi ai gruppi regionali alle spese allegre, è stata rappresentata in tutta la sua plateale spudoratezza, quella con la quale i signori della politica e del sottogoverno regionale mettono in pratica un saccheggio quotidiano a danno dei molisani. Questo per quel che ci riguarda. In altre regioni le cose invece vanno ben diversamente e qualcuno, quando occorre e serve, oltre ai soggiorni d’oro a spese dei contribuenti s’è fatto pure qualche giorno al gabbio.

Quel che però rileva e va subito detto, è che accanto a quella dei Conti di Corte ve n’è un’altra. La Corte dei Tonti, cioè di tutti coloro (finti tonti) che nella migliore delle ipotesi hanno fatto a gara a nascondere l’evidenza e che, nella peggiore, hanno fatto di tutto per sotterrarla.

Abbiamo assistito, nei mesi scorsi, ad una battaglia condotta da una parte dell’informazione locale (il riferimento è al gruppo Telemolise) che ha prodotto decine di servizi televisivi e altrettanti articoli di giornale che hanno puntualmente denunciato quanto stava accadendo e che, in cambio, hanno ricevuto un ostracismo, un’avversione e innumerevoli tentativi di intimidazione che oggi, davanti alla relazione di Sciascia, dovrebbero far riflettere più di uno. E in particolare tutti i tonti che hanno fatto e fanno finta di niente, a tutti i livelli e a tutte le latitudini, al centro a destra e a sinistra.

I cittadini si aspettano chiarezza, specie dai piani alti di certi Palazzi di Giustizia dai quali i molisani attendono risposte chiare, precise e rapide. E’ il caso, oggi più che in altri giorni, di chiedersi a che punto è e che fine ha fatto l’inchiesta da tempo avviata sulle spese folli dei Gruppi regionali. I cittadini molisani hanno il diritto di conoscere e sapere se con le risorse pubbliche lorsignori hanno perseguito finalità pubbliche o, più semplicemente, i loro privatissimi appetiti. Qualcuno ce lo dica, perché da mesi si attendono risposte e, oltre a quella del gruppo Telemolise e degli Indignati, altre voci non se ne sono sentite. Ed è l’ora che si sentano, poiché questo silenzio autorizza a pensare che oltre al porto delle nebbie, il Molise sia diventato anche il porto delle seppie, quello dove con spruzzate mondiali di inchiostro si vuol rendere ogni cosa nera e rendere ogni acqua torbida.

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