Home Idee e opinioni Giustizia sorda nella Regione della “sordina”. Manuela Petescia chiede di essere ascoltata, Armando D’Alterio resta “barricato” in ufficio
Idee e opinioni - QD - Senza categoria - 7 Marzo 2014

Giustizia sorda nella Regione della “sordina”. Manuela Petescia chiede di essere ascoltata, Armando D’Alterio resta “barricato” in ufficio

Clamorosa protesta alla Procura di Campobasso del direttore di Telemolise. Manuela Petescia  chiede al Procuratore capo di Campobasso di essere ascoltata su indagini che la vedono coinvolta ma Armando D’Alterio resta “barricato” nel proprio ufficio.  Sullo sfondo della vicenda, il tentativo di mettere la sordina a Telemolise, voce controcorrente nell’era Frattura.

Tensione oggi in Procura a Campobasso dove il direttore di Telemolise, Manuela Petescia, dopo aver insistentemente chiesto un colloquio al Procuratore capo, Armando D’Alterio, è rimasta seduta due ore sulle scale antistanti la porta del magistrato a protestare fino a chiedere di essere arrestata pur di poter esporre le sue ragioni. Il direttore della prima emittente privata del Molise sostiene di essere in possesso di importanti informazioni in merito a una indagine che la vede coinvolta e che riguarda una presunta corruzione che sarebbe avvenuta attraverso la linea editoriale di Telemolise. “L’inchiesta – è la tesi del direttore Petescia – sarebbe stata costruita per tappare la bocca all’emittente schierata politicamente contro l’attuale governatore Frattura”. La direttrice sostiene inoltre di essere in possesso di ulteriori prove in merito al procedimento giudiziario nei confronti del questore diCampobasso, Giancarlo Pozzo, indagato per favoreggiamento nei confronti dello stesso presidente Frattura. La vicenda richiama altre vicende giudiziarie della recente cronaca molisana. Sempre Manuela Petescia, nella sua versione dei fatti, ipotizza che il favoreggiamento potrebbe riguardare anche enti presieduti da Frattura fino al 2011 e, a suo avviso, sistematicamente esclusi dalle indagini in corso. Tutto questo è contenuto in un lungo esposto-denuncia che Petescia ha depositato sempre oggi presso la Caserma dei Carabinieri di Campobasso, esposto che è stato inviato anche agli organi inquirenti di Bari, alla Procura Generale di Campobasso e al Consiglio Superiore della Magistratura. “D’Alterio – racconta Petescia – mi ha negato il diritto di essere ascoltata barricandosi nella sua stanza. Un comportamento a mio avviso illegittimo”. “Se questa vicenda non si chiarisce al più presto – afferma Petescia – non tanto per me, ma per i danni economici e di immagine che sta subendo Telemolise, non esclusa la possibilità che chiuda e che finiscano in mezzo a una strada 90 lavoratori, andrò a protestare sotto la sede della Presidenza della Repubblica affinchè il Csm apra il mio fascicolo e quello che concerne il questore”. (ANSA). M12-GU

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