di PASQUALE DI BELLO

Multa salatissima dell’INPGI (l’istituto di previdenza dei giornalisti) a carico del Consiglio regionale del Molise per omesso versamento dei contributi previdenziali. Oltre 56mila euro per tre posizioni che riguardano un dipendente e due co.co.co. Sullo sfondo il “mistero” dei due portavoce della Presidenza del Consiglio regionale.

E’ un verbale da 56.706 euro quello elevato dall’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (INPGI) a carico della Regione Molise per omesso versamento dei contributi previdenziali (47.126 + 9.580 di sanzioni). La vicenda riguarda tre persone in servizio presso il Consiglio regionale. Si tratta, per la precisione, di un dipendente di ruolo dell’amministrazione consiliare e di due co.co.co. inquadrati come “portavoce” del Presidente del Consiglio regionale, questi ultimi in base a quanto previsto dalla legge 150/2000. L’accertamento degli ispettori dell’INPGI porta la data del 9 ottobre 2013 (Multa INPGI)

Riferito questo, il fatto secco nella nuda cronaca giornalistica, e aggiunto di passata che questi quattrini, qualora fossero effettivamente dovuti (pende infatti un ricorso), sarebbero come al solito sottratti dalle tasche dei contribuenti, vale la pena di aggiungere qualche considerazione. Intanto sul portavoce doppio del quale si è dotata la presidenza del Consiglio regionale. Ne passi uno, ma due, però, ci paiono proprio ridondanti rispetto a una Presidenza che, per carità, sarà pure tale, ma è pur sempre quella del Consiglio regionale del Molise e non certo quella degli Stati Uniti o del Consiglio di sicurezza dell’Onu che, notoriamente, di gente che porta la voce ne hanno in quantità. E’ evidente – ed è questa la prima considerazione – che qui qualcuno s’è montato la testa e, essendosela montata, dev’essergli raddoppiata. Due teste, due bocche, due portavoce: dev’essere stato questo il ragionamento

Seconda considerazione, relativa alla terza figura in esame: l’extravoce, ovvero il dipendente di ruolo che, a tutti gli effetti, svolge mansioni giornalistiche da addetto stampa del Consiglio regionale. Possibile che con tutti gli avvocati e giuristi, ufficiali e di complemento, che girano e rigirano tra Consiglio e Giunta, non ve ne sia stato uno in grado di indicare a chi di dovere l’esatto inquadramento professionale di un giornalista (regolarmente iscritto all’Albo) che svolge tale funzione a favore del Consiglio? Insomma, con tutti i cervelloni in circolazione, non si è trovato niente di meglio che pagare la cassa dell’Inps in luogo di quella giusta: l’INPGI, appunto. Ma tant’è. E non è tutto.

Lorsignori del Consiglio (verosimilmente la Presidenza), dopo la botta, chiedono lumi alla Giunta e all’Avvocatura dello Stato. L’Avvocatura, sul punto del dipendente regionale e giornalista, da ragione all’INPGI, mentre gli da torto (avallando il ricorso) sulla questione dei co.co.co. Stessa cosa fa anche il Servizio Risorse Umane della Giunta. Insomma, certificano entrambi che la frittata è stata fatta. Peggio fa il Comitato Regionale per i rapporti di lavoro, che da torto su tutta la linea alla Regione.

In conclusione, se una conclusione può esserci, vogliamo augurarci che se questa sanzione s’ha da pagare, che almeno la paghi chi ha fatto l’ennesimo inguacchio da lorignori allo sbaraglio.  Insomma, che non siano i molisani a metter soldi nel salvadanaio a porcellino della previdenza.

Poscritto. Dopo la pubblicazione del pezzo, ci ha chiamati il Presidente Niro precisando che la vicenda riguarda la vecchia Presidenza del Consiglio cosa che, dalla delibera, non si evince da nessun dato. Ne prendiamo atto ma, indipendentemente dal titolare, il fatto resta nella sua estrema gravità.

 

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