Manifestazione del Movimento 5 Stelle contro i costi della Casta: Ioffredi tra la folla inferocita

Prosegue la nostra inchiesta tra i viaggi dei Consiglieri regionali. Questa volta il protagonista è Domenico Ioffredi, detto Nico, eletto con Sinistra ecologia e libertà. Dal 3 all’8 novembre 2013, Ioffredi compie un singolare itinerario che lo porta dal Belgio ad una improvvisata tappa in Olanda, ignota ai più e autorizzata (con rimborso) solo a posteriori.

Che questa nostra Regione sia un incidente geografico e politico chiamato Molise, è cosa certa. Che sia anche la patria dei politici giramondo, è ormai un dato altrettanto certificato. Dopo quello di Vincenzo Niro a Dubai per la Fiera dell’alimentazione e delle bevande (23/27 febbraio 2014) , e quello di Cristiano Di Pietro a Montpellier per il Festival del cortometraggio (27/29 settembre 2013), il viaggio che oggi prendiamo in considerazione, rigorosamente a spese dei contribuenti, è quello compiuto dal Consigliere delegato alla Cultura, Domenico Ioffredi, a Bruxelles dal 3 al 6 novembre 2013 in occasione del Forum europeo della cultura. Un viaggio, come dire?, con l’appendice, poiché Ioffredi, trovandosi da quelle parti, ha pensato di fare anche un salto dal Belgio all’Olanda, prolungando di altri due giorni l’indispensabile missione istituzionale, trasferendosi nella ridente cittadina di Leida per prendere parte ai lavori del Molise Archeology Project, allestito dalla locale Facoltà di Archeologia. Ragione del primo viaggio, la “cooperazione europea nel settore della cultura”; ragione del secondo, la “valorizzazione del patrimonio archeologico del Molise”.

Partiamo intanto da un dato incontrovertibile. Quella del “Consigliere delegato” è una figura extraistituzionale a cui più di un presidente di Regione, da Giovanni Di Stasi a Michele Iorio ha fatto ricorso. Non vi si è sottratto Paolo Frattura che, per scontentare tutti e non accontentare nessuno, ne ha fatti più d’uno: Salvatore Ciocca alla Ricostruzione e Protezione civile, Carmelo Parpiglia allo Sport, Domenico Di Nunzio al Turismo, Vincenzo Cotugno alla Programmazione e Domenico Ioffredi, detto Nico, alla Cultura. Figura extrastatutaria, il Consigliere delegato non è dotato giuridicamente di alcun potere di delega e rappresentanza. Gli atti che compie, sotto lo stretto profilo di diritto, non hanno alcun valore se non nella misura in cui vengano fatti propri dall’effettivo titolare della materia e quindi ratificati. Ma non è questo il punto della nostra analisi, che lasciamo molto volentieri agli studiosi di Diritto regionale. Il nostro dire tende a concentrarsi su un punto solo: il rapporto costi/benefici di tali missioni. Sarebbe interessante conoscere quali siano state le iniziative seguite tanto alla missione belga di Ioffredi, quanto a quella olandese. Se vi siano dei rapporti o delle relazioni fornite a beneficio della Giunta o al Consiglio regionale o, meglio, se vi siano degli accordi conclusi (ma sempre, e per le ragioni di cui sopra, da ratificare) a beneficio della nostra Regione. Al momento, tutto quello che conosciamo è soltanto una serie di “bla, bla, bla” inconcludenti che lasciano la Cultura molisana ad un punto morto dal quale pare non esserci alcuna possibilità di resurrezione. Viene da chiedersi: ma se diventa di così stringente necessità viaggiare in giro per l’Europa a far non si sa bene cosa, non è forse più necessario e logico istituire un vero e proprio assessorato regionale alla Cultura con un titolare effettivo e un programma di sviluppo largo e arioso capace di dare respiro e slancio alle tante potenzialità artistiche, storiche ed etnoantropologiche presenti in Molise? Diciamo le cose come stanno: dalla Carrese di San Martino in Pensilis (a rischio di estinzione) al sito archeologico di San Vincenzo al Volturno – solo per fare due esempi tra i tanti – della Cultura, in Molise, non importa un beato fico secco a nessuno che non siano i soliti “pazzi e santi” alla Franco Valente o Antonio D’Ambrosio, per citare, senza fare torto ad altri, due nostre conoscenze.

Detto questo, a testimonianza di quanto sia profonda, attenta e lungimirante la programmazione regionale in materia di Cultura, vorremmo offrire ai lettori una singolare consecutio temporum, epifanica della logica da globetrotter che anima lorsignori al governo regionale. Fate attenzione. Il 25 settembre 2013, il consigliere Ioffredi, chiede all’Ufficio di Presidenza della Regione Molise l’autorizzazione al viaggio a Bruxelles, lasciapassare che viene accordato l’11 ottobre successivo. Dal 3 al 6 novembre Ioffredi è a Bruxelles al Forum europeo della cultura ma, nel frattempo, accade qualcosa. Facciamo un passo indietro, al 25 ottobre, quando il dottor Tesse D. Stek invita Ioffredi a recarsi in Olanda al Molise Archeology Project del 7 novembre a seguire. Davvero singolare coincidenza. Appare strampalato, e non poco, l’ inoltro di un invito a soli dieci giorni dall’incontro. Noi capiamo che anche in Olanda si sia diffusa la notizia di quanto sia il tempo libero di cui godono i consiglieri regionali spesati dai molisani, ma una convocazione ad horas nei Paesi Bassi può diventare problematica anche per il più sfaccendato tra lorsignori. A meno che non ci si trovi proprio da quelle parti e, ironia della sorte, Ioffredi in quei giorni è proprio a due passi dal paese dei mulini a vento e dei tulipani. E’ in Belgio.

Ma andiamo avanti. Il Molise Archeology Project non è né un seminario né un simposio. Quello che riceve Ioffredi è semplicemente l’invito ad un incontro (era proprio necessario?) con il responsabile del progetto, fissato al Dipartimento di Archeologia Classica all’Università di Leida alle ore 14 del 7 novembre. Ioffredi, par di vederlo, non perde tempo. Come l’Olandesina nel Carosello della Mira Lanza, sale a bordo della prima mongolfiera e, finita la fatica belga, in men che non si dica si trasferisce in Olanda. Poi, tornato in Italia e sfinito dall’immane sforzo, l’olandese volante dimentica il viaggio tra mulini e tulipani e se ne ricorda solo il 20 dicembre quando con una sua nota chiede all’Ufficio di Presidenza la rettifica della precedente delibera (Ioffredi Bruxelles delibera uff. di presidenza n 102) e la sua integrazione. Con la consueta e proverbiale solerzia, l’Ufficio di Presidenza rettifica e autorizza a posteriori il viaggio (Ioffredi olanda delibera uff. di presidenza N 146). La delibera in questione, altra singolare coincidenza, porta la data del 20 dicembre, lo stesso giorno in cui Ioffredi chiede la rettifica, anche se in epigrafe la data segnata è quella del 23 dicembre, antivigilia di Natale. Segno, molto probabile, che la richiesta sia stata accolta “a squillo” e, dopo un’istruttoria alla Niki Lauda, portata in approvazione prima della chiusura dell’anno e dell’esercizio finanziario.

In conclusione, dimostrato lo sconclusionato modo di procedere e di programmare tipico di lorsignori, ci vengono spontanee alcune domande. Ioffredi perché non chiede l’integrazione e la rettifica della delibera prima del viaggio in Olanda? Dal 25 ottobre, data dell’invito, al 3 novembre ci sono dieci giorni a disposizione. Se l’Ufficio di Presidenza non avesse autorizzato il viaggio, il pedaggio chi lo avrebbe pagato, Ioffredi di tasca sua? E poi, per concludere davvero, siamo certi che la delegazione trasferitasi in Belgio e in Olanda fosse composta dal solo Ioffredi? Domande che giriamo al diretto interessato, in attesa di una gradita risposta non a chi scrive al popolo molisano.

Poscritto. I lettori saranno curiosi di sapere chi ha autorizzato, modificato e integrato la delibera sui viaggi di Ioffredi. E’ presto detto. All’unanimità: Vincenzo Niro, Cristiano Di Pietro, Filippo Monaco, Domenico Di Nunzio e Giuseppe Sabusco. L’ineffabile Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Molise al gran completo.

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