di PASQUALE DI BELLO

Prosegue il valzer delle spese folli autorizzate dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Molise. Dopo il viaggio di Vincenzo Niro a Dubai, adesso è la volta di Cristiano Di Pietro. Tre giorni a Montepellier al “Festival dei cortometraggi”, tutto e rigorosamente a spese dei molisani.

Era dall’arrivo dei Visigoti, agli inizi del V secolo, che gli abitanti della provincia francese della Linguadoca-Rossiglione non provavano un’emozione così forte. Un’attesa durata secoli e che si è sciolta finalmente lo scorso settembre grazie al provvidenziale intervento dell’ineffabile Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Molise. Non era bastato nemmeno l’arrivo dei Saraceni e la loro successiva cacciata ad opera di Carlo Martello, Pipino il Breve e Carlo Magno, ad emozionarli così tanto quanto l’arrivo del vicepresidente del Consiglio regionale, Cristiano Di Pietro, alla quinta edizione del “Festival dei cortometraggi” (Le Rencontres du Court). Autorizzato con voti unanimi (insieme al proprio) da Vincenzo Niro, Filippo Monaco, Domenico Di Nunzio e Giuseppe Sabusco (membri dell’Ufficio), Di Pietro junior, raccogliendo l’invito di Laurent Mesguich (presidente del Festival) si è recato a Montpellier dal 27 al 29 settembre 2013. Tre giorni lungamente attesi dagli occitani, popolo apprensivo ed avaro, interamente pagati dal popolo molisano, frivolo e spendaccione. Viaggio, vitto e alloggio, tutto a carico dei contribuenti. Una spesa giustificata dalla delibera 99/2013 (Di Pietro Montepellier delibera uff. di presidenza n 99) dell’Ufficio di Presidenza con “l’importanza dell’evento e la possibilità di incontri istituzionali con gli amministratori della regione della Linguadoca”. Ora, sia detto di passata, risulta davvero ostico immaginare l’interesse dei molisani per i cortometraggi, essendo invece nota la loro particolare predilezione per le pellicole di lunga, se non lunghissima durata. Gam, Ittierre, Zuccherificio, restando ai film più noti del premiato cinematografo regionale. Una cosa però la delibera la svela e, tutto sommato, vale a giustificare la spesa: la predilezione dei molisani per il genere comico. Non è forse meglio di un duetto tra Stanlio e Ollio la possibilità di “incontri istituzionali” tra Cristiano Di Pietro e gli amministratori di lingua d’oil per lui, notoriamente, di lingua d’oc?

La cosa, oltre allo sdegno per la inutile spesa, genera una doppia rabbia se viene contestualizzata. Siamo a settembre 2013, nel bel mezzo della rivolta popolare contro i costi e i privilegi della politica. Siamo nella fase acuta di tutte le crisi industriali che attanagliano il Molise e lorsignori cosa pensano di fare? Di regalare a Di Pietro junior una vacanza premio in Francia. Ci chiediamo se il presidente della Regione, Paolo Frattura, sia a conoscenza di queste spese allegre e, ferma restando l’autonomia del Consiglio regionale, non intenda porvi un freno ed elargire una sonora tirata d’orecchi agli allegroni che siedono nell’Ufficio di Presidenza, compreso quel Filippo Monaco che, eletto con Costruire democrazia, dovrebbe essere un paladino della morigeratezza e non dell’allegrezza. “La grande allegrezza”, potrebbe essere il titolo di un film da oscar se non fosse che l’Italia ne ha appena vinto uno e bisognerà aspettare il prossimo anno. Ma noi confidiamo nella Provvidenza e nell’Ufficio di Presidenza: con degli allegroni così tutto è possibile.

Poscritto. Il Presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Niro, ci riferiscono si sia molto adontato per il nostro articolo sul suo viaggio a Dubai. Sostiene, Niro, (così ci dicono i colleghi, essendo noi bloccati a casa da una pesante influenza) di aver sostenuto di persona le spese. A scanso di equivoci, pubblichiamo integralmente la delibera 13/2014 (Niro Dubai che autorizza il viaggio e dalla quale, per tabulas, si deduce l’esatto contrario.

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