Una bara bianca portata in spalla dagli amici da casa fino alla chiesa di San Rocco. Sopra un fascio di rose candide e la maglia della squadra ciclisitica Garofalo. Erano due, infatti, le passioni di Simone Raschia, la bici e la moto. E’ stata tanta la commozione a Petacciato ai funerali del giovane di 16 anni che lunedì pomeriggio è morto in seguito a un terribile incidente. Era ormai arrivato a casa quando la sua cagiva 125 si è schiantata contro un suv. Fatale l’impatto che non gli ha lasciato scampo. Ieri l’ultimo saluto in una chiesa che non è riuscita a contenere tutti. Parole di conforto quelle di don Gianfranco Mastroberardino che ha indicato nell’affidamento a Dio un motivo di speranza, per i genitori, il fratello e per quanti conoscevano Simone. L’altoparlante montato all’esterno della chiesa ha permesso a tutti di ascoltare la messa. Ad attendere fuori il feretro il rombo di scooter e moto che hanno accompagnato in corteo il giovane fino alla chiesa, gli striscioni preparati dagli amici e i palloncini che sono stati liberati in cielo. Le indagini, intanto, sul terribile incidente in contrada Marozza vanno avanti. Si cerca di capire il ruolo della seconda moto presente sul luogo dell’incidente e che i carabinieri hanno sequestrato, insieme alla Cagiva di Simone e al Rav 4 contro cui c’è stato il tragico schianto.

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