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Apertura - Attualità - Editoriali - Idee e opinioni - Politica - QD - 27 Febbraio 2014

Legalità, gli Indignati ‘suonano’ la sveglia alla Procura e alla Corte dei Conti: piena luce sulle inchieste aperte

di GIOVANNI MINICOZZI

Annunciata una manifestazione pubblica davanti al tribunale per mantenere alta l’attenzione

Dopo aver vinto la partita dell’articolo 7 gli Indignati non mollano e sollecitano il Consiglio regionale ad approvare in fretta la legge d’iniziativa popolare, ferma in Prima commissione, per il dimezzamento degli stipendi ai consiglieri regionali e per l’abrogazione del premio di reinserimento e della indicizzazione delle indennità.

Ma la vera novità riguarda i nuovi obiettivi del comitato che ha lanciato un pressante appello alla magistratura ordinaria e alla Corte dei Conti chiedendo il rispetto della legalità a partire dalla restituzione dell’indennità per i portaborse illegittimamente percepita e dal recupero del danno erariale pari a 320mila euro all’anno causato dall’illecito finanziamento ai Gruppi regionali per l’anno 2013.

Infatti sono stati assegnati i 5 centesimi per abitante, 16mila euro all’anno, a ciascun eletto a palazzo Moffa invece di dividerli per 21 consiglieri.

Il loro obiettivo poi si è spostato sull’inchiesta relativa ai Gruppi consiliari. «Non c’è giustizia senza equità e non ci sarà equità senza legalità», hanno detto gli Indignati chiamando in causa direttamente la Procura della Repubblica di Campobasso per l’inchiesta sulle spese  pazze sostenute dai Gruppi negli anni passati.

«I cittadini hanno il diritto di sapere e se qualcuno ha sbagliato – hanno aggiunto – dovrà pagare. Invece abbiamo la sensazione che l’inchiesta sia bloccata mentre in altre regioni ha prodotto effetti penali devastanti».

Il comitato ha poi affrontato la delicata vicenda legata all’inchiesta aperta sul questore di Campobasso, accusato di favoreggiamento nei confronti del governatore Paolo Frattura, sulla vicenda Biocom. «E’ una vicenda che ha sconvolto l’opinione pubblica molisana -ha dichiarato – e qualora le informazioni fornite dalla stampa locale e dal Corriere della Sera fossero corrette,  la Procura  deve fare chiarezza in tempi brevi per eliminare ogni dubbio e per tranquillizzare i cittadini. Un’azione puntuale della magistratura servirà anche a tutelare l’onorabilità e la credibilità delle forze dell’ordine e della magistratura stessa», ha concluso il comitato.

Gli Indignati, infine, hanno annunciato che chiederanno un incontro al Procuratore generale e che organizzeranno la prossima manifestazione pubblica nella piazza adiacente la Procura della Repubblica di Campobasso proprio per evitare che tutte le inchieste avviate finiscano nel dimenticatoio.

«L’iniziativa si terrà intorno al 20 marzo e sarà la giornata della sveglia e della legalità», hanno concluso quelli del comitato.

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