Approda sul quotidiano economico Il Sole 24 Ore il caso dell’autovelox di Macchia d’Isernia. In un articolo a firma di Maurizio Caprino si parla proprio della vicenda del posizionamento dei segnali stradali, che in alcuni casi ha permesso agli automobilisti di ottenere l’annullamento delle multe. Scrive Caprino: “Molti Comuni e Province hanno dovuto spostare (o far spostare all’Anas) postazioni o segnaletica. Ma, in qualche caso in cui si sarebbe dovuto farlo, non è stato fatto. E, presi in castagna, i Comuni hanno tirato fuori l’argomentazione che qualcuno ha rubato o spostato i segnali. Era successo lo scorso autunno a Cardano al Campo (Varese), dove ora il Comune comincia a perdere contro i cittadini che fanno ricorso sulle multe. Ora il caso si ripete a Macchia d’Isernia, dove un progetto sulla carta interessante per aumentare la sicurezza su un tracciato di grande viabilità inciampa su una questione banale e formale, che però tanto infondata non dev’essere se è vero che adesso l’Anas (ente proprietario della strada) mette le mani avanti”. Il giornalista de Il Sole 24 Ore ricorda che quel tratto di strada è pericoloso e dunque un controllo della velocità non guasta affatto. Ma poi, a suo avviso, si è finito per scivolare sulla classica buccia di banana: “La postazione è stata installata in un punto diverso (se c’erano problemi tecnici a metterla dove stabilito dal prefetto, che male c’era a chiedere una modifica dell’autorizzazione?). Poi il luogo d’installazione era distante 993 metri dal segnale: un errore veniale, ma perché non fare le cose per bene? Sta di fatto che ora, mentre erano in corso perizie utili per la decisione su alcuni ricorsi, il segnale è stato spostato all’insaputa dell’Anas, che ha sporto denuncia contro ignoti. La Prefettura nel frattempo ha sempre detto che tutto era a posto e questo ha fatto dire anche all’ex-viceministro all’Interno Filippo Bubbico, che qualche mese ha risposto a un’interrogazione parlamentare. Ma anche in questo caso qualche ricorso è stato vinto. Storielle? Può darsi. Ma intanto – conclude Caprino – le istituzioni perdono di credibilità per errori evitabili”.

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