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lunedì, Aprile 22, 2024

Blitz al Comune di Termoli. Le prime reazioni, parlano Frattura, Vitagliano e Iorio

AperturaBlitz al Comune di Termoli. Le prime reazioni, parlano Frattura, Vitagliano e Iorio

di PASQUALE DI BELLO

Dopo il blitz notturno che ha portato alla fine dell’amministrazione Di Brino, ci sono le prime reazioni dei politici. Parlano Frattura, Vitagliano e Iorio.

Prime reazioni dopo il blitz che nella notte ha portato al crollo dell’amministrazione Di Brino. L’operazione l’hanno fatta i consiglieri comunali di Termoli, ma dietro la manovra c’è la l’approvazione e il lasciapassare di più d’uno. Il presidente Frattura, l’assessore Facciolla e l’ex assessore Gianfranco Vitagliano. Un battesimo in piena regola, il loro. Tanto per cominciare, più che la notte dei lunghi coltelli, quella che è appena trascorsa ci pare la notte dei lunghi fratelli. Fratelli d’Italia. Sono stati proprio loro, i consiglieri Timoteo Fabrizio e Ivo Sprocatti, fedelissimi di Gianfranco Vitagliano, il valore aggiunto che ha fatto traboccare il vaso. Insieme ai colleghi della minoranza, Stefano Perricone (Molise Civile) e Francesco di Iovine (Il popolo di Termoli per Di Brino), entrambi della minoranza, si sono aggiunti a tutti gli altri sedici consiglieri di opposizione (Nicola Camaioni, Antonio Giuditta, Mario Di Blasio, Paolo Marinucci, Daniele Paradisi, Francesco Caruso, Antonio Russo, Erminia Gatti, Peppino De Lena del centrosinistra, Giuseppe Mottola, Remo Di Giandomenico e Francesco Panico per i Popolari Liberali) che ha decretato la fine della consiliatura con un anno di anticipo rispetto alla scadenza naturale. Per effetto delle dimissioni, protocollate questa mattina, si tornerà a votare il prossimo 24 e 25 maggio dopo tre mesi di commissariamento.

Passata la nottata, emergono i primi retroscena della vicenda. Come una misteriosa visita di Paolo Frattura a Termoli che c’è stata nella giornata di ieri. In gran segreto, il governatore si è recato nella cittadina adriatica e questa mattina, al telefono, lo conferma. “E’ una grande operazione politica fatta per il bene di Termoli. Siamo una squadra e ho condiviso la scelta del centrosinistra e il buon senso dei consiglieri di maggioranza che si sono dimessi”. Il punto però è un altro, e riguarda adesso il futuro della cittadina adriatica. Dalle parole dello stesso Frattura, pare che si vada sulla scelta di un candidato unitario senza passare dalle primarie: “Premetto che deciderà Termoli cosa fare, ma ricorreremo alle primarie solo se non verrà individuato un candidato unitario che faccia sintesi”. Poi aggiunge: “Saremo aperti al dialogo con i consiglieri di maggioranza che, insieme a noi, hanno decretato la fine di questa esperienza amministrativa”. Un discorso che, tradotto dal politichese, potrebbe significare una sola cosa: la costruzione di un asse Frattura – Vitagliano in funzione delle prossime elezioni. Dal canto suo l’ex assessore giudica positivamente l’operazione: “Quella a cui abbiamo assistito in questi anni è cattiva politica che dobbiamo lasciare per strada. Giudico positivamente quanto è accaduto e mi limito a guardare le cose dalla panchina. Auspico che ad emergere sia la buona politica e in quel caso resterò in panchina. Se dovessi accorgermi però di un ritorno ai vecchi schemi e alla vecchia e cattiva politica, non escludo un mio possibile impegno”.

Quello che invece biasima l’operazione è Michele Iorio. “Quanto è accaduto è un fatto estremamente negativo – dice l’ex governatore – un miscuglio di maggioranza e opposizione che non può garantire nulla di buono. Nei prossimi giorni ci incontreremo come Forza Italia e decideremo il da farsi. Incontreremo anche Di Brino”. Stesso discorso fa il coordinatore regionale del Nuovo centrodestra, il senatore Ulisse Di Giacomo. “Voglio parlare prima con Di Brino e poi darò su questa vicenda un mio giudizio”.

Chi tace, invece, chiuso in un più che comprensibile silenzio, è proprio Antonio Di Brino, a quest’ora già ex sindaco di Termoli. Intanto è già iniziato il toto sindaco. I nomi che circolano sono quelli dell’onorevole Laura Venittelli e degli ex sindaci Vincenzo Greco e Remo Di Giandomenico.

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