Sempre più tormentata la vertenza Ittierre. L’ennesima tegola che piove in testa all’industria tessile isernina è quella della sostituzione del giudice fallimentare, Valeria Battista, trasferita alla sezione penale del tribunale pentro.
Al suo posto un nuovo giudice, quasi certamente uno dei cinque di prima nomina in arrivo al palazzo di giustizia isernino.
Chiaramente, la sostituzione del magistrato comporterà un ulteriore rallentamento dell’esame e del giudizio da dare sulla richiesta di concordato presentata dall’azienda. Da una parte, l’ulteriore ritardo potrebbe trasformarsi anche in una novità positiva, se la Regione davvero fosse intenzionata a esercitare la fideiussione ed entrare in società, come ipotizzato da Roberto Ruta, ma mai condiviso da Paolo Frattura. E oggi, dopo la vittoria congressuale del governatore sul senatore, è abbastanza difficile pensare che l’ipotesi Ruta prenda corpo. Come si ricorderà il senatore aveva pensato a una nuova richiesta di concordato, fatta da Regione e Ikf, per salvare quanti più posti di lavoro possibile.
Sfumata la proposta Ruta, si ritorna alla vecchia ipotesi del concordato, presentata solo dall’Ittierre, senza il concorso della Regione. Una soluzione minimale che mantiene in vita l’azienda, giusto il tempo necessario a varare il fitto e la vendita di una New Company da affidare all’Ikf di Milano. Se ne saprà di più il giorno 21, quando il consiglio d’amministrazione riferirà sul piano in audizione al tribunale.
Intanto, domani, nuovo appuntamento, alle 11, in prefettura per l’esame della problematica della Cassa Integrazione e per il passaggio concordato tra Ordinaria e Straordinaria.

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