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mercoledì, Luglio 17, 2024

Di Giacomo: “Sulla vicenda Pozzo minata in maniera irreversibile la credibilità della Questura”

AperturaDi Giacomo: "Sulla vicenda Pozzo minata in maniera irreversibile la credibilità della Questura"

di ANNA MARIA DI MATTEO

Ha avuto strascichi polemici la conferenza stampa organizzata  da Emilio Izzo, sindacalista della Uilbac, davanti al palazzo di Giustizia di Campobasso. Una iniziativa che voleva denunciare aspetti poco chiari sulla vicenda che vede coinvolto il questore Pozzo indagato dal Pm Fabio Papa per abuso d’ufficio e favoreggiamento personale.

Le polemiche non riguardano ciò che il sindacalista ha dichiarato e denunciato, ma quanto è accaduto a margine dell’iniziativa.  Al termine della conferenza stampa, infatti,  è arrivato un agente della questura che ha proceduto alla sua identificazione. Ebbene, proprio su questo aspetto, è intervenuto, in maniera decisa e ferma  il senatore del Nuovo centrodestra, Ulisse Di Giacomo che ha stigmatizzato l’episodio.

«Emilio Izzo, un libero cittadino già da tempo impegnato sui problemi che riguardano i diritti civili – ha dichiarato – dopo aver preannunciato con un comunicato stampa l’intenzione di tenere una conferenza stampa davanti al tribunale di Campobasso sull’indagine in corso sul questore, è stato avvicinato da un agente di polizia che gli ha chiesto di identificarsi e di favorire i documenti. Anzi – ha proseguito il senatore – a detta di qualcuno lo stesso agente avrebbe ammesso di essere stato mandato lì.  Al di là della irritualità e della gravità dell’accaduto – ha proseguito Di Giacomo – a me sorgono una domanda ed un sospetto. La domanda è: da chi è stato mandato? Attendiamo una risposta, possibilmente con nome e cognome. Il sospetto invece è questo: non è che in questo clima, in cui il senso della legalità e delle regole viene pesantemente messo in discussione, qualcuno incautamente pensa di intimidire chi ha il coraggio ed il dovere di informare l’opinione pubblica o di esprimere la propria legittima disapprovazione? Se così fosse – ha avvertito il parlamentare – chi pensa questo può già da adesso mettersi l’anima in pace: nessuno ha paura. Noi – ha precisato Di Giacomo – vigileremo, come abbiamo sempre fatto, affinché nessuno si muova al di fuori della legalità e delle regole di uno stato democratico».

Il parlamentare ha denunciato l’esistenza di una cappa di inquietudine, di sospetti e di veleni che aleggiano sulla Regione.

«Ai problemi legati alla disoccupazione e ai possibili conflitti sociali che ne possono scaturire a causa di una deficitaria capacità del governo regionale a dare risposte a cittadini – ha accusato – si sono aggiunti, negli ultimi giorni, fatti che hanno minato la credibilità delle istituzioni che uno Stato democratico pone sul territorio a difesa dei cittadini e a garanzia dello stato di diritto».

Il riferimento è a quanto sta accadendo alla questura di Campobasso, «dove il questore Pozzo – ha ricordato Di Giacomo – è indagato dalla Procura per reati che per un responsabile dell’ordine pubblico, agli occhi di un comune cittadino sarebbero di una gravità inaudita se venissero confermati e che ormai, anche se non confermati – ha concluso il senatore – hanno minato in maniera irreversibile la credibilità di questa istituzione».

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