di ANNA MARIA DI MATTEO

La vicenda Biocom che vede coinvolto il presidente della Regione Frattura ha provocato un effetto domino, un vero e proprio corto circuito tra politica e giustizia.

Sì, perché, come ha scritto Giovanna Ruggiero in un dettagliato articolo apparso ieri sulla Gazzetta del Molise, da quella inchiesta ne è nata un’altra che coinvolge il questore di Campobasso Giancarlo Pozzo, accusato di abuso d’ufficio e favoreggiamento personale nei confronti proprio del governatore.

Il riferimento è all’inchiesta, portata avanti dal pm Fabio Papa, sui fondi concessi dalla Regione, nel 2008, alla Biocom, all’epoca di proprietà dell’attuale presidente della Regione. 265 mila euro che sarebbero dovuti servire per costruire una centrale a biomasse a Termoli, impianto mai realizzato a causa del mancato rilascio da parte del Comune  delle necessarie autorizzazioni e fondi mai restituiti.

A pochi mesi dalle elezioni regionali del 2013 Frattura lasciò la guida dell’azienda, posta nel frattempo in liquidazione. La Regione chiese la restituzione del finanziamento, ma attualmente il contenzioso è ancora aperto.

Fabio Papa si è occupato di altri casi scottanti: Termoli jet, Zuccherificio, Bain & Co,  per la quale è stato condannato l’ex governatore Michele Iorio.

Il pm, ha poi scoperto che le indagini sulla Biocom,  affidate alla Digos,  erano invece state assegnate, per ben due volte, alla Mobile. E’ il motivo che lo ha indotto ad iscrivere nel registro degli indagati il questore Pozzo. L’ipotesi di reato è l’ abuso d’ufficio per la deviazione indebita delle deleghe e favoreggiamento nei confronti di Frattura.

Ma a questo punto il Procuratore capo D’Alterio decide  affiancare a Papa un altro magistrato, Nicola D’Angelo. Una decisione che, come era prevedibile, provoca  la reazione dello stesso Papa che rinuncia all’incarico, spiegando di non avere più le serenità necessaria per andare avanti. Così tutto resta nelle mani di D’Angelo, che nel frattempo avvia i primi interrogatori.

E allora Giovanna Ruggiero, giornalista della Gazzetta pone degli interrogativi che sorgerebbero ad ogni semplice cittadino.

Cosa devono pensare i molisani se dovesse risultare che il questore ha affidato le indagini alla Mobile per un errore o per una incomprensione?

Ma come si fa a credere che l’errore sia avvenuto solo per le indagini sulla Biocom e non anche per altre inchieste aperte in Procura?

E’ lecito chiedersi come mai, una faccenda così delicata, che riguarda il presidente della Regione viene liquidata dalla Squadra mobile dopo pochissimi giorni di indagini? E come mai non vengono fornite al magistrato le carte necessarie alle verifiche? E chi garantirà sui reali rapporti tra il presidente della Regione, il questore Pozzo ed il capo di Gabinetto di Pozzo, sorella di Frattura?

Perché il procuratore capo D’Alterio non ha avocato a sé le indagini, affidandole al pm D’Angelo il quale è stato immortalato, in una foto pubblicata proprio dalla Gazzetta, in un momento conviviale con gli avvocati difensori del presidente Frattura?

E infine, Papa aveva bisogno davvero di un aiuto? O di controllo? O di essere bloccato?

Interrogativi posti dalla giornalista della Gazzetta sui quali, prima o poi dovranno arrivare risposte chiare.

 

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