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Apertura - Attualità - Idee e opinioni - Politica - QD - 22 Gennaio 2014

Congresso Rischiatutto. Nel PD gli ex comunisti pronti ad eleggere un democristiano

di PASQUALE DI BELLO

Al via la corsa per la segreteria regionale del PD. Lo scontro tra renziani e cuperliani potrebbe riservare una sorpresa, una candidatura unitaria rimessa nelle mani di Frattura.

Scadono sabato i termini di presentazione delle candidature alla Segreteria regionale del Partito democratico. Insieme al nuovo segretario, il Pd è chiamato ad eleggere anche l’Assemblea regionale. Tutti, in Molise, si giocano tutto. Da una parte lo schieramento che fa capo a Matteo Renzi: Paolo Frattura, Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla; dall’altro, quello che per stare alle semplificazioni correntizie fa capo a Gianni Cuperlo: Danilo Leva e Roberto Ruta. Resta un passo indietro, in questa fase, la renziana Laura Venittelli. A dividerla dal gruppo “fiorentino” è proprio la candidatura al vertice regionale: Venittelli non riesce a mandare giù l’ipotesi Fanelli, caldeggiata dagli altri. Il gruppo di Cuperlo, invece, resta al momento sottocoperta, pronto a far saltare il banco all’ultima curva. La carta che stanno preparando, è quella di offrire a Frattura la scelta di una candidatura unitaria che faccia tramontare l’ipotesi Fanelli, quella al momento con maggiori possibilità ma vista come fumo negli occhi da Leva e Ruta. La ragione di uno scontro senza esclusione di colpi è molto semplice: primarie o non primarie, sarà la segreteria regionale ad esprimere le prossime candidature al Parlamento. Di tutto questo discuterà la Direzione regionale del Pd, appositamente convocata per questa sera. Quindi, per dirla come l’avrebbe detta Mike ai tempi di Rischiatutto: “Fiato alle trombe, Turchetti!”.

Perché questo è il congresso regionale molisano del Pd, un Rischiatutto dove tutti rischiano l’osso del collo. I parlamentari, perché rischiano di finire con i pop corn e il pollo fritto ai giardinetti della politica, messi a riposo nel mezzo del cammin di loro vita; gli altri, la ditta “tre effe”, da enfant prodige della politica molisana (e del Pd), rischiano di restare semplicemente tre enfant, qualora perdessero la sfida. E non è detto infatti che la vincano: Ruta e Leva non vanno sottovalutati, specie nella loro capacità proto democristiana e veterocomunista di movimentare tessere e tesserati. I nuovi, i tifosi della Fiorentina, hanno dalla loro il vento in poppa di chi ha da poco conquistato il governo della Regione e questo, di certo, avrà il suo peso. Se gli italiani sono specializzati nel salto sul carro vincente, i molisani, che non solo non fanno eccezione ma sono addirittura peggio degli italiani, sono specializzati nell’assalto al carro vincente.

In conclusione: la terza via, quella che tenteranno i cuperliani, sarà quella di andare a Canossa e rimettersi nelle mani di papa Frattura. A quel punto, lasciando la scelta al governatore, la candidatura Fanelli rischierebbe di grosso. Frattura potrebbe puntare su un proprio fedelissimo e prendersi tutto il partito, facendo il renziano a Roma e il fratturiano in Molise. Insomma, di certo al momento c’è poco. L’unica cosa sicura è che gli ex comunisti, per non estinguersi, saranno costretti ad eleggere segretario un democristiano. Del resto, lo hanno già fatto con Renzi, abituati come sono a passare dal Rischiatutto allo Zecchino d’Oro.

 

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