Un viaggio affascinante tra grandi opere e capolavori nascosti in quello che può essere definito a ragione il paradiso terrestre dell’arte, del quale essere orgogliosi. Questo viaggio lo propone il critico d’arte Vittorio Sgarbi nel suo ultimo libro, “Il tesoro d’Italia”. Lo ha presentato all’auditorium di Isernia, una struttura che aveva definito “orripilante”. Ma ora che lo ha visto il suo giudizio si è in parte attenuato: “Lo avevo criticato perché non mi pare ci sia bisogno di altro cemento in Italia quando c’è gran parte di strutture da recuperare, da restaurare. La mia critica prendeva avvio da un principio generale. Il paramento di pietra che lo ricopre lo rende più gradevole rispetto a quanto visto qualche anno fa, quando era una scatola di cemento”. L’idea di portare Sgarbi a Isernia è stata del sindaco Brasiello. L’obiettivo è quello di rilanciare la struttura puntando proprio su chi ha maggiormente contestato contestato questa opera. Nemmeno la presenza sul palco dell’architetto Franco Valente è stata dunque casuale. Anche lui ha criticato l’auditorium, in particolare per i costi esorbitanti, ma ora che c’è – ha detto – è bene riempirlo di contenuti. Sgarbi potrebbe dare un mano. Con l’Amministrazione comunale di Isernia si sta valutando l’ipotesi di ospitare qualche mostra organizzata proprio dal critico d’arte.

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