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mercoledì, Aprile 24, 2024

Accusato dell’omicidio della madre: Galante ai domiciliari in attesa dell’Appello

AttualitàAccusato dell'omicidio della madre: Galante ai domiciliari in attesa dell'Appello

Accusato dell’omicidio della madre e condannato lo scorso luglio a 13 anni di carcere, Carmine Galante, 37 anni di Guglionesi, dopo quasi un anno e mezzo di reclusione nel penitenziario di Teramo è tornato a casa. Il giudice gli ha concesso di trascorre il tempo che resta fino alla discussione dell’Appello, agli arresti domiciliari nell’abitazione del padre, che era stato anche lui condannato per favoreggiamento a un anno e quattro mesi, pena che è stata sospesa. Avrebbe, secondo l’accusa, cercato di depistare le indagini nel tentativo di coprire il figlio, che invece poi è stato incastrato da un testimone chiave e dalle intercettazioni telefoniche. I fatti, terribili se confermati anche in Appello, risalgono all’aprile del 2012, quando nella casa del centro storico di Guglionesi, Maria Antonietta Ciccotti che convinveva con una rara malattia genetica venne trovata agonizzante. Si scopre, in seguito, picchiata a sangue, a mani nude e con un bastone, rinvenuto spezzato per la furia dei colpi. Subito i sospetti si sono concetrati sul figlio Carmine che viveva con lei e che dopo alcune settimane viene arrestato per lesioni gravissime. Ma il reato si trasforma in omicidio perché la madre, dopo qualche tempo, muore per le gravi ferite riportate. Il giovane si è sempre dichiarato innocente, sostenendo che la madre era caduta dalle scale. E su questo punta la difesa. L’avvocato Gianfagna Bracone ritiene che le cose non sono andate come accertato in primo grado e che la morte della donna non sarebbe riconducibile direttamente all’aggressione. Tutto ora passa di nuovo in mano ai giudici.

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