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Apertura - Attualità - Idee e opinioni - Politica - QD - 27 Novembre 2013

Bye bye B. La dura legge del contrappasso: fuori Berlusconi, dentro Di Giacomo

di PASQUALE DI BELLO

La decadenza del Cavaliere ha un risvolto tutto Molisano. Scippando per la seconda volta un seggio al Molise, Silvio Berlusconi oggi si trova forzatamente a restituirlo. Al suo posto sarà Ulisse Di Giacomo ad entrare al Senato.

Non è dato ancora di sapere se quello di Silvio Berlusconi sia un addio o un arrivederci, se la giornata di ieri segni semplicemente l’inizio di un’eclissi o, viceversa, quella di un inesorabile tramonto. Quello che è indubbio, è che oggi il Cavaliere saluta il Parlamento e, al suo posto, subentra in Senato Ulisse Di Giacomo, già coordinatore della Forza Italia dei tempi d’oro (e poi del Pdl), vittima di uno scippo con recidiva. Berlusconi, non dimentichiamolo, già in passato era stato autore di un furto con destrezza ai danni dei molisani, allorquando sottrasse in maniera ribalda il seggio conquistato da Quintino Pallante alla Camera dei deputati. Non contento, c’ha riprovato quest’anno, e a quello con destrezza ha sostituito il furto con scasso: nel senso che ha scassato, oltre al resto che vi lasciamo immaginare, anche la pazienza dei molisani.

Dopo aver messo alla porta due molisani, adesso Berlusconi viene messo lui stesso alla porta; varcando la soglia del Senato, è costretto a restituire il maltolto proprio all’ultimo molisano scippato. E’ la dura legge del contrappasso. Ulisse Di Giacomo può dunque dirsi risarcito dalla Storia ed è, solo in Italia, l’unico autorizzato a brindare e festeggiare. Essendo stato ingannato dal Cavaliere, oggi può gioire della sua decadenza che, a tutti gli effetti, gli restituisce quello che gli era stato tolto. Il resto della truppa, il melting pot del centrodestra o, se preferire, la pappa indigesta che va dagli Alfano alle Santanchè, cioè tutti coloro che a Berlusconi devono tutto, è preferibile che tacciano. Per interesse personale alcuni lo hanno mollato e per interesse personale altri se lo tengono.

Ed è bene che tacciano anche dalle parti del PD. Tra i tanti paradossi di questa regione, c’è pure quello che riguarda Danilo Leva, responsabile nazionale del settore giustizia del partito che, quando si tratta di Berlusconi, da Roma sciorina un eloquio che pare di sentire Togliatti mentre, quando si tratta del Molise, pare di vedere Bernardo, il muto di Zorro. Vorremmo, ad esempio, che con la stessa solerzia con la quale Leva tratta più volte al giorno i casi del Cavaliere, trattasse anche i casi del PD, ad esempio quelli delle spese del gruppo regionale del quale, un tempo, anch’egli fece parte. Ma questo discorso, ora, ci porterebbe da un’altra parte . Oggi è il giorno di Berlusconi che va e di Di Giacomo che viene: per uno si chiudono porte che furbescamente si erano aperte, per l’altro si riaprono porte a suo tempo chiuse dal Cavaliere senza nemmeno un saluto.

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