Il primo passo è fatto: non è la fine del negoziato nucleare di Ginevra con l’Iran ma l’inizio di un processo che segna una svolta storica nelle relazioni internazionali e in Medio Oriente. E’ anche il primo accordo – sia pure nel formato multilaterale del Cinque più Uno – tra Teheran e Washington, divise da oltre tre decenni di inconcilibile ostilità, cominciate con il sequestro degli ostaggi all’ambasciata americana nel 1979 all’indomani della rivoluzione di Khomeini contro lo Shah. Il procedimento di arricchimento dell’uranio iraniano, assai temuto perché potrebbe portare la repubblica islamica in breve tempo all’atomica, viene congelato per sei mesi in cambio di un alleggerimento delle sanzioni. L’Iran si è impegnato a interrompere l’arricchimento dell’uranio sopra il 5%, a non aggiungere altre centrifughe, a neutralizzare le sue riserve di uranio arricchito al 20% e fermare la costruzione del reattore ad acqua pesante di Arak, mentre le maggiori


