Centrale idroelettrica sul Volturno: si allarga a macchia d’olio il fronte del “No” alla costruzione di una diga con la derivazione di acqua pubblica del fiume Volturno, con opera di presa nei  comuni di Monteroduni e restituzione nel comune di Montaquila. La determina dirogneziale della Regione Molise è giunta l’altro giorno ai comuni di Montaquila e Monteroduni. Non appena si è diffusa la notizia, però sono iniziate le manifestazioni di dissenso. Innanzi tutto sono stati gli stessi cittadini ad esprimere in vario modo la contrarietà alla realizzazione dell’opera, poi però mano a mùano sono scese in campo le associazioni di pesca, quelle ambientaliste e tante pesone che non hanno esitato a manifestare il proprio “no”. Poi la Fipsas, ovvero la federazione cha attualmente gestisce il tratto del fiume interessato dai lavori, ha presentato un esposto in procura proprio per fermare la costruzione dello sbarramento. “Ancora una volta – si legge nel documento – si tenta di distruggere un tratto di fiume tra i più belli ed integri del centro sud facendo credere che si produrrà energia pulita e si darà lavoro a molta gente. Il fatto certo è che si vogliono prosciugare completamente, con sistematica cadenza, tratti del fiume Volturno che sono qualitativamente migliori sia sotto l’aspetto ambientale che ittiologico. Il tratto in questione – si legge ancora- è situato nel comprensorio di Montaquila e Monteroduni: a valle della confluenza del fiume Cavaliere fino al ponte della ferrovia Isernia-Venafro. Attualmente il tratto in questione è affidato (dal 1973) alla federazione e viene utilizzato ogni anno da circa 2000 perscaspotivi che provengono da tutte le regioni d’Italia! Quindi la realizzazione della diga, creerebbe, oltre che un danno ambientale, mettendo in serio pericolo la fauna ittica, anche un ulteriore danno alle attività turistiche e commerciali della zona. A questo punto, si legge nel testo “chiediamo alla Procura di Isernia di accertare se sussistano eventuali procedure difformi dal buon costume e dalla legalità. Sicuramente – continua la lettera inviata alla Procura – si leggerà di una portata media di acqua spropositata per quel tratto di fiume, ma in realtà in dato potrebbe essere stato falsificato. Ma a questo punto, ci si chiede cosa resterà del cuore del Volturno, se non una piccola parte del Cavaliere? Perché la società richiedente che ha sede in Campania, questi lavori non li ha fatti nella sua regione? Eppure – si legge ancora – nella Regione Campania, il fiume Volturno, già da Capriati, ha una portata maggiore di quella del tratto che si intende distruggere”. La federazione, forte del sostegno di tutti i pescasportivi, metterà in atto tutte le forme di protesta possibili per scongiurare questa possibilità”. Intanto anche sui social network è guerra aperta e non manca nemmeno chi annuncia mobilitazioni come quelle messe in atto dai “No Tav”

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