Immediata la reazione dell’associazione piccola industria Molise ai dati diffusi da Bankitalia sulla situazione dell’economia regionale.
Matilde Iosue presidente regionale dell’Api, non ha perso tempo e subito ha detto la sua, con una lettera aperta in cui condivide analiticamente le cifre diffuse da Bankitalia. Cifre che dicono chiaramente che il molise, così con’è oggi, sta morendo e, per salvarlo occorre un cambio di passo.
Iosue non lo dice esplicitamente, ma si evince chiaramente che il suo invito è rivolto anzitutto alla governance locale e cioè alla Regione. Il presidente dell’Api chiede un cambio di marcia, una politica più attenta ai bisogni delle piccole imprese che sono il motore e l’anima dell’economia regionale. Resta da capire, però, se l’appello di Matilde Iosue sarà accolto.
Infatti c’è una riflessione spontanea che sorge, ed è quella relativa alle attenzioni e alle premure della nostra classe politica regionale che, in un momento come questo, con un Molise in ginocchio, sembra focalizzare la propria attività sulla difesa esasperata dei privilegi della casta, attraverso i mille marchingegni messi in campo per mascherare gli aumenti delle indennità, o attraverso gli artifici per allargare ancora di più la giunta, con la nomina di un quinto assessore.

Ma siamo seri, verrebbe da dire, come si fa a pensare solo alla casta e alla sua ulteriore espansione di fronte ad una regione che invoca disperatamente aiuto? L’impressione è che lo scollamento tra il palazzo del potere regionale e la realtà sociale ed economica che lo circonda sia arrivato a un punto di non ritorno. I politici restano chiusi nelle loro stanze a pensare agli stipendi e a nuove poltrone mentre il Molise muore. Chissà, forse la lettera aperta di Matilde Iosue li farà rendere conto della realtà. È una speranza.

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