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sabato, Gennaio 3, 2026

Fondazione Giovanni Paolo II, ratificato l’accordo sulla cassa integrazione. I Cobas pronti a rivolgersi al Tar

AperturaFondazione Giovanni Paolo II, ratificato l'accordo sulla cassa integrazione. I Cobas pronti a rivolgersi al Tar

di Anna Maria Di Matteo

L’accordo raggiunto il 31 ottobre tra la Fondazione Giovanni Paolo II di Campobasso ed i sindacati sulla cassa integrazione  è stato ratificato questa mattina nella sede dell’assessorato regionale al Lavoro.

Ad apporre la firma sul documento Gianfranco Rastelli, per la Fondazione ed i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Fials. La cassa integrazione a zero ore avrà la durata di due mesi, fino al 31 dicembre e interesserà, a rotazione, tutti i duecento infermieri, malgrado i posti a rischio fossero solo 45.

Si chiude così una vertenza che si trascinava da mesi. Una vertenza difficile per la quale l’accordo è stato raggiunto in extremis, ventiquattr’ore prima che scattassero i licenziamenti. I posti di lavoro sono salvi, grazie anche al contributo di solidarietà  dell’ 8,88% sulle buste del personale infermieristico, e del 6% di quello medico.

Secondo i sindacati la firma della cassa integrazione risolve solo in parte il problema, perché l’incertezza sul futuro della Fondazione resta. Manca una programmazione del sistema sanitario, dicono i sindacati, all’interno della quale vada ad inserirsi la struttura.

Momenti di tensione, prima della firma dell’accordo, quando  alcune rappresentanti dei Cobas, hanno contestato le modalità con le quali è stata raggiunta l’intesa. Maria Luisa Del Bianco ha criticato i contenuti dell’accordo. A suo giudizio la cassa integrazione doveva interessare solo i 45 infermieri in esubero e non tutti i duecento. I Cobas hanno annunciato l’intenzione di rivolgersi al Tar e al giudice del lavoro.

 

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